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Come tutti gli anni, ecco che arriva il periodo natalizio! Quest'anno è il primo che festeggio su questo blog, quindi ho pensato di pubblicare un intervento in onore del Natale e non solo!
Prima degli auguri però, ci tengo a ringraziare alcune persone che ho conosciuto qui e che mi hanno costantemente sostenuta:
Grazie a tutte le altre persone che non ho nominato, ma che sono passate per questo blog; grazie per le vostre visite (che hanno superato le 6000), grazie per la vostra partecipazione. Di questo posso dirmi pienamente soddisfatta e contenta e inizierò un nuovo anno sempre con questo spirito.
Un ringraziamento particolare va a Carlotta che mi ha suggerito di creare proprio qui il mio blog. Grazie ai miei amici che mi visitano spesso e mi aiutano sempre; grazie a tutti veramente di cuore!
Insieme ai ringraziamenti vi auguro di passare un Felice Natale e a tutte le donne che subiscono violenza voglio dire questo: E' Natale, fatevi un grande regalo, smettete di subire e uscite allo scoperto! Fatelo per voi, per i vostri figli, ma fatelo! La vostra forza e il vostro coraggio saranno ricompensati! Nella sezione "Siti Utili" potete trovare tante associazioni disponibili ad ascoltarvi e ad aiutarvi!
Inoltre, essendo questo un blog a tema ci tengo a comunicarvi due cose: la prima è che grazie a una segnalazione ho conosciuto un bellissimo forum a cui mi sono iscritta (e sono diventata anche moderatrice!
) che trovate a questo indirizzo http://donne.forumer.it/ . Il forum si chiama Quello che le donne non dicono ed è un gruppo di ascolto femminile online. È diviso in due aree: un'area pubblica, che tutti possono visualizzare e un'area utenti, riservata alle donne iscritte per garantirne la privacy. Penso che questo forum sia un modo utile per trovare qualcuno con cui parlare di episodi di violenza oppure essere d'aiuto a donne che la subiscono e anche un modo per discutere di tutti i problemi femminili!. Spero vi iscriverete in tante! Se avete problemi con l'iscrizione ditemelo che contatterò l'admin e sarete subito iscritte!
La seconda e ultima è una proposta che potete trovare anche sul suo sito apposito (http://www.pangeaonlus.org/main.php?liv1=sostienici&liv2=privati&liv3=auguri_pangea&liv4=calendario&liv5=2008) e che voglio spiegarvi anch'io: con una donazione non inferiore a 10 € potete acquistare il calendario 2008 dell'associazione Pangea, che difende e aiuta le donne vittime di violenza in tutto il mondo. Sarebbe davvero un bel gesto per questo Natale e poi, a chi non serve un calendario visto che l'anno nuovo è alle porte? Pensateci su!
Detto questo vi saluto, vi auguro un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo e vi lascio con questa citazione che è anche il perno del mio blog: Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno. (Madre Teresa di Calcutta)
Un forte abbraccio a tutti!
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La violenza nasce contigua al nostro corpo, troppo spesso viene dal conoscente, dall'amico, dal marito, dal compaesano e non si concretizza solo attraverso lo stupro e la violenza sessuale, ma anche con il maltrattamento, la molestia, l'aggressione fisica e/o verbale.
La violenza che colpisce materialmente una donna, ci colpisce tutte in prima persona, perché è espressione del disprezzo e della volontà di annientamento che gli uomini agiscono contro le donne.
La violenza contro le donne si dilata attraverso il non riconoscimento, l'umiliazione e la mancanza di solidarietà che la società riserva alle vittime degli stupri.
La violenza continua e si radicalizza nei maldestri e crudeli tentativi di manipolazione della verità attraverso il rovesciamento delle parti per cui la vittima diventa colpevole e gli stupratori diventanto vittime delle circostanze e della loro coatta mascolinità.
La violenza contro le donne è un atto di dominio e sopraffazione del genere maschile su quello femminile, è un'aggressione all'inviolabilità del corpo, un attentato alla libertà e all'autodeterminazione delle donne.
Queste bellissime parole sono tratte da un volantino dell'estate 2000, scritto dopo un fatto di stupro nella Bassa Friulana.
Io invito, chi vuole, a copiare questo breve ma significativo testo sul proprio sito o blog. Le parole sono dure, ma vere; esprimono la rabbia e la delusione di tutte le donne che pur subendo violenza, non vengono minimamente tutelate.
Proprio qualche giorno fa mi è capitato di leggere la lettera di una donna che ha deciso di denunciare il marito perché violento; sapete cosa le hanno chiesto le forze dell'ordine? Le hanno domandato se era sicura di voler sporgere denuncia e se non le sembrava il caso di ritirarla. Siamo sempre punto e a capo. Cosa devono fare le donne a questo punto se neanche le istituzioni sono pronte ad aiutarle?
La settimana scorsa invece mi è capitato di leggere la testimonianza di una donna che è stata violentata dal suo collega che si era offerto di accompagnarla a casa. Questa donna coraggiosa ha sporto denuncia, ma si è ritrovata tutti contro, persino i suoi famigliari. L'uomo che l'ha stuprata la minaccia per farle ritirare la denuncia e lei è propensa a ritirarla perché non si sente di continuare la battaglia legale in questa situazione. Oltre al danno, la beffa.
Io penso che la nostra società non ha ancora aperto gli occhi su questo enorme problema. Quando una donna viene violentata si pensa sempre che è una tra le tante cose brutte che possono accadere a una persona, ma niente di più. Anzi, si cerca di far tacere le donne perché lo stupro potrebbe rovinare la loro reputazione; come se la colpa dello stupro fosse della donna, come se lei avesse voluto essere stuprata, come se lo stupro fosse un marchio sulla sua pelle con scritto "sgualdrina". E' questo che tutti vogliono farci credere e questa è anche una grande bugia.
Chi stupra una donna commette un crimine che ha lo stesso esito di un omicidio. La differenza è che nello stupro la donna non viene eliminata fisicamente; ciò che muore è l'anima della donna, la sua libertà, la cosa più preziosa per qualsiasi persona. Il corpo della donna diventa un oggetto da usare e infine da gettare quando non si ha voglia più.
Lo stupro cambia per sempre la vita di una donna, lede il suo equilibrio psicologico in maniera spaventosa. Eppure, per molti tutto questo non è grave. Infatti gli stupratori sono le persone che vengono meno condannate. Tantissimi di loro la fanno franca. Troppi. Al processo finale, il giudice si alza in piedi e dice: "l'imputato è assolto perché i fatti non sussistono". A quel punto crolla tutto, crolla la fragile speranza della donna di ottenere un po' di giustizia. Per tutti intorno a lei, i fatti non sussistono; per tutti lei è una bugiarda, una poco di buono, eppure lei sa che è tutto vero, sa cos'è che l'ha fatta morire una volta e anche la seconda, con la sentenza che scagiona il suo stupratore.
Per questo solo il 7% delle violenze viene denunciato: perché manca la fiducia. Le donne non hanno fiducia nelle istituzioni che promettono di proteggerle e poi non lo fanno; promettono di incarcerare i colpevoli e invece li lasciano liberi.
Ci sono tantissime leggi che tutelano la famiglia e pochissime leggi che tutelino il diritto alla libertà delle donne. A proposito di questo, ho letto due frasi bellissime, che voglio scrivere anche qui, sui cartelloni delle manifestanti di Roma. La prima dice così: "La famiglia è a rischio? La famiglia è un rischio!", e la seconda è questa: "L'assassino non bussa...ha le chiavi."
Detto questo, non mi sento di aggiungere altro. Chiunque voglia riflettere sull'argomento, ha tutti gli spunti per farlo.
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