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Nei prossimi due post si parlerà della Spagna. Spagna femminista, Spagna con 9 donne al governo su un totale di 17 ministri. Spagna con Zapatero, uomo femminista, che non si ferma davanti a pregiudizi di genere e vince con le donne. Spagna che dal 2004 ha emanato una legge molto seria contro la violenza domestica per aiutare DAVVERO le donne.

Pubblico qui un'intervista tratta da Io Donna del 3 Maggio 2008. L'intervista è di Elisabetta Rosaspina, risponde Elena Valenciano, eurodeputata da 9 anni, responsabile Esteri del Psoe, il partito socialista spagnolo.

I più garbati hanno parlato di un governo da guinness. I più villani hanno alluso a una compagnia di sartine o, peggio, da circo, come se alla Difesa fosse stata delegata la donna cannone e, alle Pari Opportunità, una ballerina di flamenco.
Per disapprovare il gineceo al potere, in modo politicamente meno scorretto, si è insinuato che fosse un governo per allodole, composto dall'astuto José Luis Rodriguez Zapatero per distrarre con nove sottane gli spagnoli dalla penuria di liquidità, nelle banche e negli acquedotti di Barcellona e di Valencia. Non risulta che sospetti analoghi abbiano sfiorato il premier finlandese di centro destra, Matti Vanhanen, l'anno scorso, quando formò il suo consiglio dei ministri con dodici donne e otto uomini. Il primo in Europa a maggioranza muliebre. Né si può sapere che cosa accadrebbe in Italia, dove la ripartizione dei dicasteri sembra intenzionata a rispettare ancora un prudente rapporto di uno (per donna) a tre (per uomini). Ma i commenti del neo insediato capo del governo Silvio Berlusconi non sono passati sotto silenzio, a Madrid, dove la segretaria delle relazioni internazionali del Psoe, Elena Valenciano, si è incaricata di difendere dal sarcasmo del primo ministro italiano il "governo troppo rosa": colore che, tra l'altro, in Spagna, non evoca femminilità. Come dimostra il traje de luces, il costume dei toreri, spesso in tono confetto. «Ben venga la reazione di Berlusconi» assicura sorniona, Elena Valenciano, 47 anni, eurodeputata da nove.

Ben venga?
«Sì, è stata pedagogica. È servita a coalizzare, in difesa del governo, anche l'opposizione: la presidente della Comunità autonoma di Madrid, Esperanza Aguirre, otto o nove deputati e le giovani del partito popolare. Questo "machismo dolce", fatto di battute, ironia, scherzi è terapeutico, perché finalmente affiora e diventa visibile. È stata la nostra fortuna che tanti giornalisti spagnoli se ne siano fatti portavoce. Chi ha bollato il nuovo ministero dell'Uguaglianza come un ministero dell'Amore credeva di essere spiritoso, ma ha dimostrato soltanto di non conoscere la Costituzione, che tutela il diritto all'uguaglianza, e non all'amore.»

Anche in Italia: si chiamano Pari Opportunità.
«Non è la stessa cosa. L'uguaglianza è più delle pari opportunità. Include la difesa dalle ingiustizie e dalla violenza domestica.»

Che in Spagna marca record negativi: più di 70 donne assassinate l'anno scorso, 25 dall'inizio di quest'anno...
«È falso che in Spagna ci sia più violenza sulle donne che nel resto d'Europa. L'Italia o la Francia sono certamente agli stessi livelli e nelle nazioni nordiche è anche peggio. La differenza è che qui contiamo le donne uccise. Altrove non si tiene il bilancio, o la raccolta dei dati avviene secondo criteri differenti e quindi le cifre non sono paragonabili. In Svezia si inserisce nell'elenco anche una prostituta assassinata in un parco. Noi non conteggiamo le donne suicide, anche se molte di loro si sono tolte la vita perché non riuscivano più a sopportare la brutalità del marito o compagno. Molti soprusi non vengono denunciati. La legge approvata nella scorsa legislatura ha messo in campo una batteria di mezzi perché le vittime trovino la forza di ribellarsi. Spesso pagano con la vita. Ma è il prezzo della libertà di tutte.»

Come ha fatto la Spagna maschilista, reazionaria e cattolica, a diventare la Finlandia del Mediterraneo?
«È stato un processo più lungo di quanto possa apparire e più breve di quello che è avvenuto in altri stati europei. Quella spagnola è stata la società più veloce, da quando è entrata a tutti gli effetti nella comunità europea, 22 anni fa. Avevamo ansia di entrare in questo spazio di libertà. Il cambiamento delle donne, nello stesso arco di tempo, è stato radicale: ora convivono nonne che non avevano diritto di lavorare, di viaggiare e nemmeno di aprire un conto corrente, con nipoti che, a 20 anni, sentono di poter fare tutto, come e meglio degli uomini.»

Compreso il ministro della Difesa al settimo mese di gravidanza. Una mossa mediatica?
«È stato indubbiamente un gesto spettacolare, quello di Zapatero, non soltanto per il numero di ministre, 9 su 17 dicasteri, e per aver istituito il ministero dell'Uguaglianza. Ma soprattutto per aver messo una donna, Carme Chacón, alla Difesa. Il fatto che fosse incinta è stato un colpo di fortuna, non il motivo per cui è stata prescelta.»

Per i militari spagnoli è stata più una provocazione che un colpo di fortuna.
«Le critiche sono venute da un'associazione minoritaria. I due gruppi principali, quello conservatore e quello progressista, non lo hanno percepito come una provocazione.»

Due parole alla sinistra italiana, dopo la batosta elettorale?
«L'abbiamo presa pure noi, in passato, quando Aznar si affermò con una maggioranza assoluta. E, poi, è la prima volta che Veltroni si presenta come candidato premier.»

Anche Berlusconi si presentava per la prima volta nel 1994, ma vinse.
«La differenza è che Berlusconi non rappresenta un progetto politico, ma un modello di interessi. Veltroni ha un gruppo parlamentare abbastanza ampio per tenergli testa.»

E a quando la prima presidente di governo circondata di fotomodelli e showmen?
«Dopo aver tanto combattuto con gli stereotipi per arrivare al potere, una donna cade più difficilmente di un uomo nella tentazione di usare il gossip per aumentare la sua popolarità. No, tra tante trappole, quella sappiamo evitarla meglio di Putin e Sarkozy.»

L'intervista finisce qui. Ecco le nove ministre donne dell'attuale governo spagnolo:

Prima Vicepremier: Maria Teresa de la Vega
Ministra Infrastrutture: Magdalena Alvarez
Ministra Difesa: Carmen Chacon
Ministra Educazione e Sport: Mercedes Cabreara
Ministra per l'Uguaglianza: Bibiana Ado
Ministra Agricoltura e Ambiente: Elena Espinosa
Ministra Pubblica Amministrazione: Elena Salgado
Ministra Casa: Beatrix Corredor
Ministra Innovazione e Scienza: Cristina Garmendia 
 

Ecco infine la statistica di presenza femminile nei parlamenti UE:

Svezia 47.0%
Finlandia 41.5%
Olanda 39.3%
Danimarca 38.0%
Spagna 36.6%
Belgio 35.3%
Austria 32.8%
Germania 31.6%
Portogallo 28.3%
Lussemburgo 23.3%
Lituania 22.7%
Bulgaria 21.7%
Estonia 20.8%
Polonia 20.2%
Lettonia 20.0%
Inghilterra 19.5%
Francia 18.2%
Italia 17.3%
Irlanda 13.3%
Malta 9.2%

Nel prossimo post si parlerà della legge spagnola emanata nel 2004 contro la violenza di genere e la violenza domestica.

 

Messo in luce da wonderely alle 17:01 di lunedì, 05 maggio 2008


permalink | Per partecipare lasciate i vostri commenti (17)

Commenti
#1   05 Maggio 2008 - 17:26
 
eh,si.La Spagna ha fatto grandi progressi...altro che Italia!

A quanto vedo,la Svezia ha una buona presenza femminile nel Parlamento.Buono.
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#2   05 Maggio 2008 - 18:09
 
quello che a me sembra ridicolo,è il fatto che nel 2008 ci sia ancora bisogno di quote rosa,per vedere un po di rappresentanza femminile...anzi,nemmeno bastano,quello è il colmo!!!figuriamoci senza quote!!!

ma dico io,cosa hanno nella testa questi qui?che differenza fa ad un capo di partito,se metà dei suoi collaboratori sono donne, e metà uomini?io non ci trovo nulla di cosi strano...anzi...

che mentalità antica mamma mia...
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#3   05 Maggio 2008 - 18:22
 
giàààà stiamo davvero bene: appena prima dell'irlanda magari cattolicissima e bigotta:-))))))
già;
guarda
io credo che fino al giorno in cui negli USA non salirà al soglio presidenziale una donna...

non avremo fatto una conquista davvero significativa.
D'accordissimo con te e il tuo post, naturalmente
enri**
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#4   05 Maggio 2008 - 18:32
 
guarda,rispetto la tua opinione,che in parte condivido.però non sono d'accordo su una cosa.non è vero che una donna presidente degli stati uniti sarà il simbolo di un grande cambiamento.negli usa oramai hanno un livello di democrazia superiore di molto rispetto alla nostra.hanno si la pena di morte,però intanto li i due principali sfidanti sono un nero ed una donna,categorie da noi molto discriminate,negli usa sempre meno.
chiunque dei due vincerà,non sarà una sconfitta per i neri(se perderà obama)o una sconfitta per le donne(se a soccombere sarà la clinton).
secondo me è una vittoria per entrambi,visto che entrambe le categorie ritenute meno importanti,sono arrivati in finale...

un cambiamento vero e importante ci sarà quando nessuno di noi si meraviglierà se in italia ci sarà un governo con 6-7 ministri donna e 6-7 ministri uomo.con un premier uomo e una vicepremier donna o viceversa un premier donna e un vicepremier uomo...

queste saranno le cose che davvero mi meraviglieranno,mi sorprenderanno.ma una donna o un nero a capo degli stati uniti non mi sembra nulla di clamoroso,per fortuna.
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#5   05 Maggio 2008 - 19:16
 
Cara AMica,
Ben tornata, ma si dovrebe dire il contrario suppongo che ti trovavi bene in viaggio ?
Le statistiche non sono esatte, non corrispondono pienamente ad altre che vidi, la Francia è contato solo Parigi, altrimenti è più basso, la Germania ufficialmente forse, am le Donne debbono stare a casa quando hanno i figli allora cambia ed è più bassa, il Belgio credo sia più basso, Lussemburgo sono comprese le emigrate che lavorano nelle case di tolleranza, ufficilamente non casa di tolleranza ma case da ballo, lì ogni banca ha la sua casa da ballo o ogni casa da ballo ha la sua casa, se le togli la percentuakle precipita come un sasso e sprofonda.

Scrissi alla Signora ELena, ma non mi rispose mai, ripeterò appena sarò pronto con la mia iniziativa.
Un bacio
Ruggero
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#6   05 Maggio 2008 - 19:18
 
L'Italia è sempre ultima nelle classifiche...attendo il prossimo post che già si prospetta molto interessante!!!
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#7   05 Maggio 2008 - 19:19
 
Scusa sono mezzo addormentato a quest'ora, parlavi delle palrmanentari.
Beh qui abbiamo una drogata che fu ministro della sanità, una tipo cicciolina ministro dell'educazione, ma questi erano gli anni socialisti.
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#8   05 Maggio 2008 - 19:20
 
l'importante è che siano donne...e in gamba..perchè detta tra noi, anche la Prestigiacomo diventerà, PER SFORTUNA NOSTRA, ministro, e questo è un dramma...
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#9   05 Maggio 2008 - 20:09
 
Certo, quello che serve sono le donne in gamba ;-)...queste donne spagnole lo sono sicuramente, basta sentirle parlare per capirlo.
Per quanto riguarda la Prestigiacomo ho letto prima che l'hanno scartata, però non è definitivo..ho visto come dovrebbe essere il nuovo governo: solo tre donne..speriamo che almeno loro facciano qualcosa...non potevamo aspettarci di più da quel "simpaticone" di Berlusconi che ha definito il governo spagnolo "troppo rosa", dicendo che Zapatero se l'è cercata e ora dovrà saper gestire le donne, manco fossero dei cani...bah!..ciao!:-)
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#10   05 Maggio 2008 - 20:12
 
Da sempre adoro Zapatero. Avercelo in Italia!
Un bacio, cara ^^
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#11   05 Maggio 2008 - 21:02
 
Il problema è che c'è troppa gente che promette di fare qualcosa anche per gli altri,ma alla fine pensa TROPPO a se stessa. Non c'è ne una persona, che nel muoversi in politica pensi anche al bene collettivo e lasci spazio anche alle buone iniziative di altre persone.
CREDO CHE PER ADESSO L'ITALIA DOVRA ACCONTENTARSI DI VIVERE NEL RICORDO di quei grandi statisti che nel dopoguerra hanno risollevato le sorti economiche e morali dell'Italia,ovvero dobbiamo accodarci alla Spagna perché NON abbiamo persone politiche di quel livello morale e sociale,che possano operare la stessa svolta anche nella società italiana. Unica grande speranza è che gli eletti nell’ultima legislatura riescano a litigare meno ed a risolvere i grandi problemi dell’Italia,compreso quello di agevolare ulteriormente l’ingresso delle donne in politica.
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#12   05 Maggio 2008 - 21:14
 
Ciao Elisabetta,
io sono maggiormente orientata a destra, ma ho sempre detto che se ci fosse un Zapatero italiano lo veteri ad occhi chiusi, ma non c'è.
Mi duole enormemente ammettere che non vedo donne che siano Donne nella politica italiana, dalle battutine della Santanché a quell'idiota della Carlucci che ci fatto fare una figura ridicola nel mondo scientifico mondiale.

Sono interessatissima al tuo prossimo post!

baci ciao
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#13   06 Maggio 2008 - 19:03
 
Venire a leggerti è sempre molto interessante...la tua sensibilità e attenzione rendono questo blog una sosta inevitabile..a presto...Serena
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#14   07 Maggio 2008 - 12:03
 
Temo che la Spagna sia per noi un modello irraggiungibile, Italia paese di mammoni, familismo fasullo e patriarcato diffuso a tutti i livelli (Santa madre chiesa impera)
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#15   07 Maggio 2008 - 13:34
 
Per cactus70: io invece credo che così come la Spagna si è "evoluta" possiamo farlo anche noi...ci metteremo moooolto di più, ci vorrà moooolto più tempo per vincere i pregiudizi sessisti, però ce la possiamo fare...non dobbiamo vedere un modello come irraggiungibile, ma dobbiamo impegnarci per raggiungerlo, anche se sappiamo che sarà molto difficile...ma niente è impossibile se continuiamo a combattere per ottenerlo, con tutta la grinta che le nostre "antenate" femministe ci hanno messo per portarci dove siamo adesso!ciao :-)
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#16   25 Maggio 2008 - 14:29
 
Ho fatto un blog per agire contro le vicende di una vita tutta al femminile dal sud, palermo. Dopo aver perso tutte le battaglie ora dovrò fare la guerra per morire o vincere e riscattarmi
utente anonimo

#17   25 Maggio 2008 - 14:33
 
grazie per avermi segnalato il tuo blog.
adesso devo staccare, ma stasera lo guarderò bene. ;-)
a presto!
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Commenti

Categorie del post: interviste, uomini, spagna, parità, donne in politica, stereotipi