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Categorie del post: italia, 8 marzo, libertà , violenza domestica, stupro, violenza sessuale, la mia opinione, parità , stereotipi, libertà di scelta, discriminazione sessuale
L'8 Marzo è chiamato la giornata della "Festa" delle Donne. Nessun altra definizione potrebbe essere più ipocrita di questa. Come possiamo festeggiare quando milioni di donne nel mondo non hanno i diritti più elementari e vengono ammazzate (scusate il termine crudo, ma rende bene la realtà) o stuprate ogni giorno? Come possiamo definire Festa un giorno esclusivamente e ipocritamente dedicato alle donne? La società ha reso commerciale l'8 Marzo, che è diventato solo un modo per fare soldi e non per parlare della reale situazione delle donne in Italia e (perché no?) nel mondo. È per questo che ho deciso di pubblicare questo comunicato, tratto dal sito di FLAT (Femministe e Lesbiche Ai Tavoli). Se vi trovate d'accordo con quanto scritto, fate copia-incolla e pubblicate anche voi il programma sul vostro blog. Grazie!
Il 23 e 24 febbraio in più di 400, femministe e lesbiche, ci siamo incontrate a Roma per dare un seguito al percorso nazionale iniziato con la manifestazione del
Due giorni in cui i nostri desideri, le nostre differenze e le nostre idee ed elaborazioni politiche si sono incontrate per dare sostanza all'affermazione della nostra autodeterminazione.
Abbiamo discusso insieme delle strategie di resistenza e trasformazione del mondo che abitiamo e delle pratiche che intendiamo agire per fermare la violenza maschile che si manifesta in varie forme: quella che avviene in famiglia, quella delle istituzioni e delle leggi che espropriano e controllano i nostri corpi, del sistema economico che precarizza le nostre esistenze, della cultura e della formazione che ci educa alla passività e alla subalternità, dell'eterosistema che costringe i nostri desideri e le nostre relazioni all'interno del modello unico dell'eterosessualità.
Abbiamo discusso di spazio pubblico, della sua presunta neutralità e della necessità di riappropriarci di tutti gli spazi con la nostra pratica collettiva e autodeterminata.
Abbiamo parlato dell'accesso e della riappropriazione da parte delle donne della tecnologia e dei mezzi di comunicazione, tramite l'utilizzo del free-software.
Abbiamo parlato di razzismo, cercando di partire da noi per esplorare la complessità del rapporto con l'altra, anche alla luce dei nostri privilegi, sottolineando che non possiamo dirci autodeterminate se a tutte, e quindi anche alle donne migranti, non vengono garantiti quei diritti che rivendichiamo e riteniamo minimi per la nostra esistenza.
Il sommovimento femminista e lesbico ha espresso la necessità di altri momenti di confronto e discussione, nonché di proseguire il percorso comune facendo vivere le nostre elaborazioni nei prossimi appuntamenti che verranno costruiti:
• un presidio il 4 marzo sotto il Tribunale di Bologna per un processo per stupro;
• un presidio il 5 marzo sotto la sede della Corte di cassazione a Roma per solidarietà alle donne che hanno denunciato per stupro un medico anestesista;
• presidio il 18 marzo a Perugia, sotto il tribunale dove si terrà l'udienza preliminare per l'uccisione di Barbara Cicioni (all’ottavo mese di gravidanza, ndr) da parte del marito;
• una manifestazione nazionale a maggio in una città del sud contro la violenza maschile nelle sue varie forme;
• due giorni di discussione nazionale forse nel mese di giugno;
• una campagna nazionale per l'autodeterminazione e la libertà delle donne e delle lesbiche che si articolerà attraverso le proposte discusse dai vari gruppi tematici e l'assemblea ha accolto la campagna "Obiettiamo gli obiettori", che ogni territorio sceglierà poi di articolare eventualmente come vuole.
• un 8 marzo autorganizzato da femministe e lesbiche a livello
territoriale che rilanci la lotta per l'autodeterminazione,
manifestando con lo striscione comune:
«Tra la festa, il rito e il silenzio noi scegliamo la lotta!».
Esprimiamo un forte e chiaro no alla strumentalizzazione a fini elettorali dell'8 marzo da parte di cgil cisl e uil, organizzazioni che sostengono politiche familiste e di controllo sui corpi e a cui non deleghiamo l'espressione del nostro pensiero e delle nostre pratiche politiche.
Assemblea nazionale di femministe e lesbiche
Roma, 24 febbraio 2008
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