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Per cominciare, saluto tutti/e e vi ringrazio per i commenti che mi avete lasciato. Ora inizia la parte più importante: spero che sarete disponibili alla lettura dei documenti che fornirò. Cercherò di fare del mio meglio per scegliere quelli più significativi e interessanti, senza cadere nel banale.

 

Il primo documento che voglio proporvi è un articolo tratto dal famosissimo quotidiano francese "Le Monde". Questo articolo risale al Maggio del 2006. L'ho tradotto dal francese per poterlo pubblicare qui. E' un sunto delle principali violenze (e soprattutto delle ingiustizie) a cui le donne sono sottoposte.

Buona lettura!

 

Una Violenza Universale

 

Le brutalità coniugali e domestiche costituiscono di gran lunga la forma più universale di violenza commessa contro le donne. Queste sono anche le principali cause delle loro ferite e dei loro decessi. Nonostante questo, la maggior parte degli Stati chiude gli occhi davanti a questa realtà, con il pretesto che questo riguardi la sfera privata. Così solo 44 paesi hanno adottato una legislazione sulla violenza familiare e 17 paesi hanno reso punibile penalmente la violenza sessuale del coniuge nei confronti della moglie.

 

Ovunque nel mondo, le violenze hanno inizio in famiglia: è così per il 70% delle violenze sessuali in Francia. In Vietnam, il 70% dei divorzi emessi sono imputabili alla violenza del coniuge. Il 49% delle donne in Guatemala denuncia di essere il bersaglio di violenze domestiche. Sono il 54% in Costa Rica, il 59% in Giappone, il 60% in Tanzania e fino all'80% in Pakistan. Negli Stati Uniti, ogni dodici secondi una donna viene picchiata e ogni minuto e mezzo un'altra viene violentata. In India, più di 5000 donne sono uccise ogni anno perchè la famiglia del coniuge valuta la loro dote insufficiente. Progettate per restare ai fornelli indossando il sari, muoiono spesso bruciate vive. Dei drammi mascherati come incidenti.

 

Anche la violenza sul luogo di lavoro è diffusa da un capo all'altro del mondo. Viene denunciata da poco dalle donne dei paesi industrializzati. Esistono ancora molte poche statistiche sull'assillo sessuale, ma le similitudini sono evidenti anche tra paesi molto differenti come la Francia e il Giappone, per esempio. L'atto di violenza e il ricatto sessuale sono più spesso commessi da superiori nei confronti di un'impiegata che alleva da sola i figli e fragile economicamente. Diretti in gran parte da uomini, i sindacati non vogliono ancora prendere in considerazione questa realtà, che non è vista come un male primario da combattere nemmeno dalle donne stesse, soprattutto se disoccupate.

 

A questi mali comuni si aggiungono le violenze specifiche che seguono le religioni o le credenze. E' il caso delle mutilazioni sessuali in Africa. La pratica dell'asportazione chirurgica e dell'infibulazione tocca quasi 130 milioni di donne in una trentina di paesi africani. Ogni giorno, circa 2000 giovani donne sono sottoposte a queste pratiche con gravi conseguenze per la loro salute fisica, psicologica, così come per la loro vita sessuale. Sempre più stati cercano di opporsi a questi costumi emanando delle leggi, ma l'educazione delle donne stesse, unita al lavoro delle associazioni in quelle zone, è il mezzo più efficace per combattere l'asportazione chirurgica e convincere i genitori. Resta il fatto che con l'immigrazione, alcuni paesi del Nord e d'Europa, così come il Canada e gli Stati Uniti, ora si confrontano con questo problema.

 

Se i ragazzi restano preferiti alle ragazze in molte culture, la discriminazione sessuale alla nascita è specifica dell'Asia del Sud e dell'Est. Ufficialmente vietato, il mercato dell'ecografia - che permette una selezione del feto in funzione dei desideri dei genitori - è un commercio fiorente in Cina, nella Repubblica di Corea, in India, nel Bangladesh e in Pakistan. E' almeno di 100 milioni il numero di donne "mancanti" nel mondo a causa del loro sesso. Dopo la nascita, le bambine ricevono in media meno attenzioni rispetto ai bambini, sono meno nutrite e meno curate, al punto che il loro tasso di mortalità è superiore alla metà in 28 paesi principalmente dell'Asia, ma anche dell'Africa e dell'America centrale e latina.

 
Messo in luce da wonderely alle 10:33 di martedì, 14 agosto 2007


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Categorie del post: violenza domestica, stupro, notizie internazionali, mutilazioni genitali femminili, discriminazione sessuale, violenza di genere, aborto selettivo, violenza sul luogo di lavoro