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In materia di violenza sulle donne, la ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha detto la sua con una lettera al direttore del quotidiano “Repubblica”. Vi invito a leggere la sua lettera per intero cliccando qui: sul mio blog pubblicherò solo degli stralci per farvi capire quante cazzate può sparare una persona in meno di venti righe. Eccole:

il contesto familiare viene dipinto come un luogo buio e pericoloso per le donne. Mi sia consentito di dissentire.

La famiglia è il luogo in cui si consumano le peggiori violenze. L’80% delle violenze avvengono in famiglia. In Italia ogni due giorni muore una donna in famiglia, ma a quanto pare le fette di salame dagli occhi la Carfagna non le ha ancora tolte (oppure deve leccare il culo ai moralisti cattolici).

La famiglia, va ricordato, è anche un luogo di realizzazione per la donna, al pari del mondo del lavoro.

Lo sceglie la donna qual è il suo luogo di realizzazione, non deve di certo dirlo Mara Carfagna. Le donne devono essere tutelate indipendentemente dal fatto che abbiano una famiglia e dei figli. La famiglia è una libera scelta, non un obbligo.

divorzi, separazioni ed affidamento dei figli causano gran parte delle tensioni e dei reati realizzati all’interno della famiglia.

Davvero? Sa che ci sono donne che vengono picchiate dai mariti/compagni anche se non hanno mai azzardato l’ipotesi del divorzio? E poi questa sarebbe una giustificazione? Forse un uomo adulto un divorzio lo può anche accettare senza mettere le mani addosso alla moglie! Ci sono donne che trovano il coraggio di divorziare proprio per separarsi da uomini violenti, ma questo non le passa neanche per l’anticamera del cervello.

per concretizzare il principio di bigenitorialità garantito dalle convenzioni internazionali: il minore ha il sacrosanto diritto di avere un padre ed una madre. Un diritto per il minore che attraverso l’affidamento condiviso può divenire un’occasione in meno di scontro – se non di violenza - tra gli ex partner.

Certo, un minore ha diritto di avere un padre violento? Un padre che ammazzerebbe di botte la madre e non è detto che non lo faccia anche con i figli? Una donna si rinchiude in una casa rifugio con i figli per paura che suo marito la possa trovare e farla fuori, una donna scappa da casa per avere una vita migliore per se stessa e per i figli e questa ancora insiste sulla bigenitorialità? Non si rende neanche conto che talvolta sono i padri stessi ad ammazzare la moglie e i figli.

emerge drammaticamente il rifiuto da parte delle stesse che  preferiscono la strada del silenzio

Adesso è colpa delle donne…

Alla luce di questi dati, mi sembra doveroso intervenire al fine di rivedere, ripensare e rafforzare tali centri.

Cos’è l’ennesima presa per i fondelli? La ministra non sa che i fondi per i centri antiviolenza sono appena stati TAGLIATI??? Potete leggerlo tutti QUI.

Il mio obiettivo come Ministro per le Pari Opportunità sarà quello di accelerare i tempi per l’approvazione del progetto di legge contro lo stalking

Insomma, per concludere, l’idea di una legge contro la violenza domestica neanche la sfiora…

Eccola qua la nostra Ministra per le Pari Opportunità!

Diciamo le cose come stanno: Mara Carfagna NON difende le donne, le prende in giro. Mara Carfagna può pure tornare a fare la valletta, a difendere i nostri diritti non la vogliamo, semplicemente perché non sa nemmeno cosa voglia dire la parola “donna” e “diritto”. Vogliamo una DONNA VERA alle Pari Opportunità!

O si trova una persona veramente adatta, oppure lo si elimini dai ministeri. Se deve essere gestito da un’incapace che prende per il culo la sofferenza delle donne maltrattate è meglio che non esista. Le vittime hanno bisogno di aiuto e comprensione, non di essere prese in giro, perché la ministra non ha la minima idea di cosa significhi essere picchiata dalla mattina alla sera e avere il terrore di morire. Una donna che scrive queste parole orribili, distaccate e menefreghiste non merita nemmeno di essere chiamata donna.

Importante è anche sottolineare le dichiarazioni della ministra sul femminismo, in un’intervista di poco tempo fa. Ha espressamente dichiarato di essere antifemminista. Come può una ministra definirsi antifemminista? Non si è accorta che è proprio grazie al femminismo che ha potuto studiare e anche partecipare alla politica? Non fosse stato per delle GRANDI DONNE che si sono battute per avere dei diritti a quest'ora non starebbe dove sta (e forse sarebbe anche meglio)! Nessuno ci ha regalato niente!

Spero di non dover mai più parlare di lei. Spero che la prossima volta prima di parlare si assicuri che la bocca e il cervello siano collegati. Non vado oltre con le mie impressioni sulla Carfagna, altrimenti potrei diventare molto, ma molto cattiva. Potete leggere la lettera di risposta scritta da Sorelle d’Italia, cliccando QUI. Lascio a voi la possibilità di commentare. Se ho dimenticato qualcosa, aggiungetelo pure: sono talmente incazzata che può essermi sfuggito. Grazie.

Messo in luce da wonderely alle 11:23 di venerdì, 30 maggio 2008


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Categorie del post: italia, leggi, libertà, cattolicesimo, violenza domestica, inciviltà, la mia opinione, parità, donne in politica, discriminazione sessuale, violenza di genere

Mi vedo costretta ad interrompere il "sogno spagnolo" per ritornare nella cupa realtà italiana: il secondo post sulla Spagna lo troverete sempre qui la settimana prossima.

Ora per favore guardate tutti bene questa foto:

Cito qui una parte dell'articolo scritto da Flavia Amabile su La Stampa: All'improvviso negli ultimi giorni sono apparsi dei manifesti in numerose zone di Roma. Dicono: «Nono comandamento: Non desiderare la donna d'altri. No alla violenza sulle donne», come potete vedere nella foto qui sotto inviata da una ragazza che li ha fotografati al volo ieri pomeriggio. Sono il seguito di una campagna organizzata da un'associazione chiamata Trifoglio, nata all'epoca del Family Day, formata da persone della destra papalina, fieramente antiabortista. Molti del Trifoglio hanno iniziato la loro attività come giovani di Storace in An.  Sono molti vicini anche al movimento Con Cristo per la Vita che a Verona già dal 2001 al grido di “basta al peccato” organizzava incontri di preghiera settimanali davanti all’ospedale pubblico nei giorni in cui venivano realizzate le IVG, distribuendo volantini con immagini raccapriccianti e apostrofando le donne che si recavano nella struttura con l’epiteto di “assassine!”.

E adesso parlo io. Innanzitutto questo manifesto mi fa ribrezzo. "Non desiderare la donna d'altri", che vuol dire? Che la donna è un oggetto e appartiene a qualcuno? È proprio per questa stupida, incivile e schifosa credenza che le donne ancora oggi subiscono violenze, soprattutto in famiglia da mariti e compagni che si sentono in diritto di picchiarle, violentarle o ucciderle se gli va, perché le considerano di loro proprietà. Questa gente che appende manifesti del genere in giro per Roma non ci ha mai pensato? Io da donna mi sento offesa e presa in giro a vedere immagini e scritte che sembrano quasi incitare alla violenza domestica: tanto è commessa da chi possiede la donna, giusto? Finché in Italia ci sarà gentaccia del genere convinta di queste cose, la condizione delle donne non potrà mai cambiare. Pensano di difenderci in questo modo? Allora lasciate pure perdere, perché otterrete l'effetto contrario. Preferisco di gran lunga difendermi da sola, piuttosto che avere gente così che sostiene nel 2008 che le donne appartengano a qualcuno.

Per non parlare dell'aborto: ormai ne ho fin sopra i capelli. L'altra settimana mi è persino capitato di discutere con un intelligentone cattolico, antiomosessuali e razzista che è riuscito pure a dirmi che io ammazzo i bambini, perché sono favorevole. Venerdì scorso mi trovavo proprio a Roma e ho visto un manifesto simile con l'immagine di un feto e la scritta: "Quinto comandamento. Non uccidere. No all'aborto".Penso che certe persone non abbiano un minimo di intelligenza, oppure vedono la vita con i paraocchi. Ho parlato di prevenzione, di anticoncezionali, di educazione sessuale, di aiuti alle ragazze madri: ho parlato di tutto quello di cui si poteva parlare, perché pur essendo favorevole all'aborto, non credo che debba essere utilizzato come anticoncezionale, visto tutto quello che c'è a disposizione oggi per evitare le gravidanze indesiderate. Credo però che ogni donna debba essere libera di decidere, perché la maternità è una scelta libera e consapevole, non un obbligo. Addirittura mettersi a fare sceneggiate davanti a un ospedale PUBBLICO (non cattolico, perché l'Italia dovrebbe essere uno stato laico), mi sembra a dir poco osceno. Chi si permette di bollare una donna come assassina perché decide di abortire è un emerito ignorante che dovrebbe imparare a guardare di più se stesso, prima di sputare veleno sugli altri.

Tutto questo è la prova che il nostro è un paese incivile, maschilista e irrispettoso nei confronti delle donne e delle loro sofferenze. Certa gente medievale dovrebbe VERGOGNARSI! Facciamo vedere a tutti che cosa appendono in giro questi finti "difensori delle donne". Spero che qualcuno a Roma abbia la decenza di stracciare questo schifo che è un'altra (l'ennesima) offesa per tutte le donne.

Messo in luce da wonderely alle 14:46 di mercoledì, 07 maggio 2008


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