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COMUNICATO UDI NAZIONALE
staffetta di donne contro la violenza
Vogliamo lottare contro la violenza sessuata e il femminicidio. Per farlo vogliamo dire CHI siamo, senza mettere distanza tra noi e le altre, perché non siamo né estranee né privilegiate e non pretendiamo che una donna sola faccia quello che tutte non riusciamo a fare: far smettere la violenza che tutte subiamo!
Il primo obiettivo è dunque di agire culturalmente per far smettere il femminicidio.
Vogliamo innanzitutto dire a voce alta che il mestiere più antico del mondo non è la prostituzione, ma lo stupro, è quello del violentatore.
Per questo vogliamo incontrarci con le donne, con tutte, ovunque, pubblicamente.
Per questo l'UDI indice una Staffetta di donne contro la violenza che partirà il 25 Novembre 2008, giornata internazionale contro la violenza alle donne, e si chiuderà esattamente un anno dopo, sempre il 25 novembre.
La staffetta partirà da Niscemi, dove è stata assassinata Lorena.
E si chiuderà a Brescia, dove è stata sgozzata Hiina.
Simbolo e testimone della Staffetta dell’Udi sarà un'anfora con due manici in modo che possa essere portata da due donne, a significare l'importanza della relazione per noi.
In ogni paese o città in cui
In ogni luogo dove
Strada facendo, ogni donna potrà avvicinarsi e mettere nell’anfora un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini.
Parteciperanno alla staffetta tutte le donne, dell’UDI e non, che daranno la loro disponibilità a udinazionale@gmail.com entro il 30 settembre
Il sito dell’Udi – www.udinazionale.org - a partire dal novembre 2008, seguirà passo dopo passo
UDI - Unione Donne in Italia
Sede nazionale – Archivio centrale
via dell’Arco di Parma 15, 00186, Roma tel 06 6865884
Richiesta di partecipazione staffetta di donne contro la violenza
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Tel cell
e- mail
in rappresentanza di
Iniziativa che si intende realizzare, in breve:
Chiunque voglia partecipare è ben accetta!!! :)
Grazie dell'attenzione.
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Categorie del post: italia, comunicati stampa, date importanti, stupro, parità , 25 novembre, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, iniziative femministe
Vi propongo questo articolo, che potete visualizzare su questo sito.
FERRARA, DA OTTO E MEZZO A OTTO MARZO
di Jacopo Matano
Il direttore del Foglio riceve il placet di Fini per la corsa al Campidoglio ma uno stop alla lista autonoma. E dopo l' "autocandidatura" a ministro della Salute propone, per la giornata delle donne, una grande manifestazione contro l'aborto del suo movimento pro-life, "Per la vita e per le donne". E Casini propone una commissione d'inchiesta sulla 194.
Se c'è una cosa che Giuliano Ferrara ci ha insegnato, è che alle sue provocazioni non bisogna "cedere". Però bisogna "credere". Perché il giornalista ex pci, ex psi, ex ministro ed ora anche ex conduttore di Otto e Mezzo -visto che ha lasciato le dirette di La7 per scendere nella competizione elettorale- solitamente mette in pratica ciò che esterna con mediatica faciloneria.
Stavolta l'ha detta, e quindi la farà, grossa: sulla linea della sua nuova lista prolife, il direttore del Foglio annuncia che l'otto marzo, festa delle donne, organizzerà una manifestazione "per la vita". Contro l'aborto, per sostenere quella moratoria internazionale che da mesi sbandiera sul suo giornale come una conquista della civiltà.
Aspettando la piazza e sulla scia del caso di Napoli, la crociata antiabortista di Ferrara mira intanto a far sparire la sindrome di Klinefelter dalla lista delle malattie che legittimano l'interruzione di gravidanza a scopo terapeutico: "Ho fatto le analisi e ho chiesto a mia moglie di accendere un cero in Chiesa affinchè mi venga diagnosticata quella malattia", afferma Ferrara, "perchè sarebbe la prova che si può vivere, mentre un bambino alla ventunesima settimana è stato raschiato via". Al giornalista, che nei giorni scorsi aveva descritto nei particolari i sintomi di cui soffrirebbe -testicoli piccoli e mammelle ingrossate fin dalla nascita- risponde sul Corriere della Sera il ginecologo radicale Silvio Viale, che fa notare come l'aborto terapeutico, nel caso specifico di questa malattia, viene ammesso "per grave rischio psicologico e fisico della madre", e non del bambino. Che in ogni caso, a causa dell'assetto cromosomico alterato, può nascere con ritardi mentali e sviluppare malformazioni ossee. Ma l'ex ministro, nel frattempo, se la prende anche con Luciana Littizzetto, che nella puntata di Che Tempo Che Fa di ieri faceva notare ironicamente come il Vaticano si scandalizzi sulle scene piccanti di Caos Calmo quando il vero scandalo è da cercarsi nell'irruzione della polizia al Policlnico partenopeo. La Littizzetto e Fazio "sono la regina e il re del buonumore serale televisivo, specie la domenica", arringa Ferrara. "Siccome hanno molta grazia, consiglio loro di informarsi meglio su quel che è successo a Napoli, al Nuovo Policlinico". E continua: "Lì è stato abortito, cioè ucciso, un bambino di ventuno settimane, e solo perché malato di una sindrome comune e curabile. Questa è l'unica notizia sicura".
In barba alle verifiche già effettuate e alla constatata regolarità dell'intervento di interruzione di gravidanza, Ferrara continua sulla sua strada. E alla proposta, lanciata nei giorni scorsi da lui stesso, di pubblicare una foto che testimoni il suo problema con la Klinefelter, il passaparola nei blog ha già dato una dura risposta: pare che nessuno senta il bisogno di questa "conferma".
Sul piano politico, le esternazioni del giornalista vanno di pari passo con il tentativo -più volte reiterato e forse, dopo il placet di Fini, vicino alla conclusione- di candidarsi a Roma con il partito del Popolo delle Libertà. L' "Elefantino" vola alto: "la mia lista nei sondaggi è già a quota 6-7%", annuncia, anche se, confessa, per la corsa alla Capitale "è molto probabile che vinca Rutelli".
Se le riserve del Pdl verranno sciolte presto, l'annunciata corsa al ministero trova nell'Udc delle riserve. A dir poco strumentali. Pier Ferdinando Casini, che critica l'autocandidatura alla Sanità dell' "amico Giulianone", e afferma che "non saranno le questioni della vita a dargli la patente di buon amministratore", lancia contestualmente dal divano di Porta a Porta la proposta di una commissione di inchiesta sulla legge 194, "non per metterla in discussione", assicura, ma per "indagare sull'inattuazione di alcune parti della legge". E così il leader dell'Udc sostiene che non è la battaglia ideologica che fa un buon ministro, ma contemporaneamente propone di assegnare quello che è il compito di un buon ministro, cioè la verifica della corretta applicazione di una legge, ad un organo parlamentare e politico.
Al di fuori della sfera elettorale, resta la provocazione di chi vuole violentare l'otto marzo a cento anni esatti dall'evento simbolico che tradizionalmente identifica le ricorrenze della giornata internazionale delle donne (l'incendio nella fabbrica tessile in cui morirono 146 operaie), con quella che annuncia come "una manifestazione per la vita e per le donne". E in molti sperano che Ferrara, sindrome di Klinefelter o no, sia almeno allergico alle mimose.
Grazie mille caro Ferrara: hai proprio ragione! Abolendo l'aborto sicuramente garantirai la salute delle donne! Peccato che non ti sei fermato a pensare che vietando l'aborto non risolverai assolutamente niente, perché le donne torneranno a rivolgersi agli aborti clandestini. Risultato: oltre alla perdita di quello che tu chiami bambino (che in realtà si dovrebbe chiamare feto) avremo anche la perdita della donna. Complimenti! È proprio così che garantirai la salute fisica e psicologica della donna: facendola ricorrere a un macellaio che oltre a raschiarle l'utero, come dici tu, quasi sicuramente le raschierà via anche la vita!
Una proposta io ce l'avrei (forse tu non ci sei arrivato): lezioni di educazione sessuale ai giovani con la spiegazione di tutti i metodi contraccettivi, oppure obbligare i medici a prescrivere la pillola del giorno dopo (perché questa evita la gravidanza), e anche emanare leggi più severe contro gli stupratori (visto che gli stupri possono causare gravidanze indesiderate).
Forse per garantire la salute delle donne sarebbe meglio evitare che esse vengano stuprate, picchiate o uccise in famiglia, oppure appena mettono piede fuori di casa, no? L'8 Marzo dovrebbe essere dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, non a questa inutile e ipocrita campagna contro la 194. Però come dice anche Einstein, la stupidità delle persone è infinita...
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Categorie del post: italia, aborto, date importanti, stupro, violenza sessuale, la mia opinione, legge 194
Forse non molti di voi conosceranno questa data, il 25 Novembre, perché non ricorda nulla di particolare. Invece, il 25 Novembre 1960 nella Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal furono rapite, stuprate e uccise dalle forze di sicurezza del governo Trujillo. Per questo nel 1981, la prima riunione del movimento femminista dell'America Latina e dei Caraibi scelse il 25 Novembre come data significativa per celebrare la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: in questa giornata si ricordano tutte le donne vittime di violenza e si cerca di combattere il femminicidio, tragicamente in aumento.

Proprio ieri 24 Novembre si è svolta a Roma, la Manifestazione Nazionale contro la violenza maschile sulle donne (non mi voglio dilungare sulle contestazioni politiche). Ritengo che sia importante sapere che in Italia ogni due giorni muore una donna a causa di violenze fisiche: questo dato è agghiacciante, così come lo sono questi altri numeri: dall'inizio del 2007 nel nostro paese 62 donne sono state uccise, 10383 picchiate a sangue, ogni giorno si verificano 200 stupri tentati o consumati e ogni anno la quota sale a 74 mila. A tutto questo si aggiunge la preoccupante statistica italiana che vede solo 1 stupratore su 100 condannato. La violenza maschile sulle donne è la prima causa di morte femminile: questo significa che il cancro e gli incidenti mietono meno vittime.

Oggi 25 Novembre e tutti i giorni a venire, non dimentichiamoci delle milioni di donne che nel mondo subiscono violenza. L'agghiacciante statistica ci dice che una donna su tre nel corso della propria vita subirà uno stupro (tentato o consumato), sarà vittima di violenze fisiche e/o psicologiche. Ogni 3 anni si conta che 6 milioni e mezzo di donne muoiono per mano di uomini: la cifra è esattamente uguale al numero di ebrei morti durante il nazismo. La differenza sostanziale è che per l'olocausto sono stati fatti processi e condannati i colpevoli, mentre le donne continuano a morire in silenzio e i loro assassini sono lasciati liberi di nuocere. La vita spezzata di una donna sembra non avere valore. E' per questo che noi da oggi dobbiamo riflettere su queste cifre, dobbiamo smettere di nascondere il problema e soprattutto dobbiamo toglierci di dosso questa indifferenza.
UN ABBRACCIO A TUTTE LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA: NON VI DIMENTICHIAMO!
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