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Con la triste storia di Lorena Cultraro spero che qualcuno si sia reso conto di quanto possano essere bestie certe persone. Mi dispiace definirli bestie, perché gli animali queste cose non le fanno. Allora li definisco fecce dell’umanità o scarti della società; non so quale sia migliore, a me sembrano entrambi dei complimenti per gente così. Ho appena sentito che, essendo minorenni, rischiano dai 15 ai 20 anni di carcere: insomma, non rischiano niente. Uno di loro ha anche chiesto: “Posso tornare a casa?”. Tu puoi andare a morire ammazzato mica a casa! Si vede che per loro è normale picchiare e soffocare una ragazza indifesa e poi gettare il suo corpo in un pozzo, come fosse spazzatura. Tre ragazzi contro una ragazza: bello prendersela con chi non può difendersi, vero? In tre si sentono dei grandi, li prendi da soli e se la fanno sotto. Questi infami non cambieranno, i violenti non cambiano mai. Ce l’hanno dentro, sono così.
Una cosa è certa: una ragazza di 14 anni è stata massacrata da tre ragazzi che reputava suoi amici. Però, come sempre, tutte le volte che una donna viene ammazzata o violentata scattano frasi come questa “se l’è cercata”, oppure “però con tutti e tre, che sciagurata!” e via dicendo (oggi ho letto un articolo vomitevole a proposito). Quando la vittima è una donna la colpa deve ricadere anche su di lei, per forza; perché gli uomini hanno impulsi che non riescono a frenare e quindi poverini, poi gli tocca pure violentare o ammazzare le donne, oh poverini! Della donna violentata o uccisa se ne fregano tutti…la diffamano per bene così l’orgoglio maschile è salvo.
Quando un uomo uccide una donna le frasi sono queste: “ma lei era isterica”, “lei era malata”. Poverino lui, è la vittima perché gli toccava pure sopportare la donna: meno male che l’ha uccisa! Si è tolto un peso. Mille giustificazioni e c’è pure gente che gli dà corda: l’orgoglio maschile si deve sempre salvare. Della donna uccisa chi se ne importa. Tanto la vita di una donna vale meno di zero. Le donne valgono solo quando si mettono nude in televisione.
L’altro giorno stavo leggendo la testimonianza di una donna che veniva picchiata da suo marito. Va all’ospedale, perché come sempre le aveva prese, e il medico le dice: “Signora quante storie per due schiaffi! Lei cos’ha fatto per meritarseli?”. Due schiaffi? Peccato che la donna fosse piena zeppa di lividi, ma sono solo dettagli. E poi è ovvio: se una donna viene picchiata dal marito significa che se l’è cercata. Chissà cosa ha fatto a suo marito per prenderle così. Poverino lui che la deve sopportare!
Un’altra donna invece è andata dai carabinieri a denunciare il marito violento e le hanno detto: “Ma signora, ci pensi bene. È comunque il padre dei suoi figli”. Scusatemi, mi sono dimenticata che visto che è il padre dei miei figli ha diritto di ammazzarmi di botte. Ci penserò bene finché non mi ammazza, poi tanto lo giustificheranno perché io ero isterica. Come sempre: poverino lui!
L’ennesima donna violentata, madre di un bambino di 4 anni, è andata a sporgere denuncia subito dopo lo stupro. Un brigadiere molto intelligente si è rifiutato di accettare la denuncia, perché l’uomo che l’ha violentata è andato in commissariato a piangere. Come sempre: poverino lui! Sarà stata lei a provocarlo, magari aveva anche una maglietta scollata: e chi lo ferma più il porco? Poveri uomini, vittime delle donne. Poverini.
Devo andare avanti a fare altri esempi, oppure vi bastano questi? Non vi sentite già lo stomaco rigirare e la rabbia crescere? “Italia evoluta”…sarebbe questa? È evoluto un paese che giustifica gli stupri, giustifica i mariti che picchiano le mogli e diffama le vittime? È civile?
Io rivolgo un appello a tutte le donne che si trovano in una situazione di violenza o che l’hanno appena subita: NON MOLLATE! Non rinchiudetevi in voi stesse. Anche se viviamo in un mondo maschilista, denunciate quello che avete subito, denunciatelo sempre e non fatevi ingannare dalle scuse dei mariti violenti: non valgono niente. Ogni volta che chiedono scusa poi lo rifanno nel 90% dei casi. Chi ama non picchia: l’amore non è compatibile con la violenza. Non vivete nell’illusione che il vostro compagno vi ami anche se vi mette le mani addosso. Non vergognatevi a parlarne, perché le persone che dovrebbero vergognarsi sono gli uomini che vi fanno questo, non voi che siete solo vittime innocenti di vigliacchi infami. Dopo uno stupro andate subito a farvi visitare, raccogliete tutte le prove che potete. Anche se a stuprarvi è stato un vostro amico, o peggio, un vostro famigliare: è sempre e comunque un reato gravissimo e inaccettabile. Andate avanti con coraggio e a testa alta. Uscire dalla violenza è possibile, dovete crederci voi per prime e NON SIETE SOLE.
A tutti gli uomini che picchiano, stuprano o ammazzano le donne lascio questo messaggio: SIATE MALEDETTI!

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Categorie del post: italia, testimonianze, uomini, denuncia, omicidio, violenza domestica, stupro, violenza sessuale, la mia opinione, stereotipi, femminicidio, discriminazione sessuale, violenza di genere, lorena cultraro
Come preannunciato, le femministe hanno deciso di denunciare Giuliano Ferrara per calunnia e molestie, in quanto la legge italiana non reputa l'aborto un omicidio (nemmeno prima dell'entrata in vigore della legge 194), quindi accusare le donne che hanno abortito o stanno per farlo di essere delle "assassine" è una vera e propria calunnia che non ha fondamento giuridico.
Il testo della denuncia mi è arrivato pochi giorni fa per email dall'avvocato Sami Behare che si occupa del caso. Se volete, la denuncia è da compilare e completare, coi nomi cognomi ecc. della/e denunciante/i, e da adattare (e volendo aggiustare, aggiungere, correggere, ecc.). E' meglio (ma non assolutamente indispensabile) che almeno una delle denuncianti abbia abortito (in tal modo è vittima diretta della diffamazione: c'è un punto della denuncia in cui questo è evidenziato in rosso).
Va firmata e depositata presso la Segreteria penale della Procura della Repubblica del Tribunale della Vs. città. In più città si deposita, meglio è. Anche più denunce nella stessa città, ma in giorni diversi. Questo perchè in molti casi verrà probabilmente archiviata (se capita in mano ad un magistrato uomo, o donna ma cattolica, pro-Ferrara, ecc.), quindi diversificando e moltiplicando i depositi prima o poi la denuncia finisce ... nelle mani giuste!
Si può farlo da sole. Se avete un vs. legale di fiducia, potete farlo suo tramite.
In seguito fate sapere all'avvocato dove e quando l'avete depositata. L'email di Sami Behare è: sbehare@tiscali.it
Ecco il testo della denuncia:
Procura della Repubblica presso il Tribunale di [CITTA’]
Io/noi sottoscritta/e … …, nata/e a … il …/…/…, res. in … via …, rapp.ta/e e difesa/e dall’Avv. Sami Behare, nel suo studio sito in Milano, in via Buonarroti n.9, che nomino/nominiamo fin d’ora mio/nostro difensore, espongo/esponiamo quanto segue.
E’ di dominio pubblico la campagna orchestrata dal Sig. Giuliano Ferrara, nato a Roma il 7/1/1952, sulla “moratoria dell’aborto”. A metà dicembre 2007 Ferrara ha riaperto il dibattito sull'aborto proponendo una “moratoria universale”. L'annuncio è stato fatto durante la trasmissione Otto e mezzo, che il giornalista conduce su La7, esattamente il giorno dopo che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva approvato una risoluzione non vincolante (sostenuta soprattutto dall'Italia) per una moratoria sulla pena di morte.
« Da Il Foglio del 19 dicembre 2007: Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell'amore. È lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. È oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l'aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell'eugenetica. Rallegriamoci, dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l'arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l'evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione. »
Secondo Ferrara, dato che le Nazioni Unite hanno deciso di approvare una moratoria sulla pena di morte, dovrebbero anche approvare una moratoria sull'aborto, da lui definito "lo scandalo supremo della nostra epoca" e considerato alla stregua di un “omicidio” (1).
In seguito, il 14/01/2008 al Teatro Dal Verme di Milano egli riafferma che “l’aborto è un omicidio. Di più: che non esiste omicidio più perfetto dell’aborto…”, concetto ribadito su Il Foglio (04/03/2008). Sempre dalle colonne de Il Foglio del 13 e 14/03/2008, il Sig. Ferrara apostrofa le donne che hanno abortito, o che intendano farlo, di “omicidio” (2), o le indica pubblicamente addirittura quali autrici di “strage”, di “shoah”, di “soluzione finale” (v. http://www.ilfoglio.it/direttore). Ciononostante, l’ambito discriminante della libera manifestazione del proprio pensiero e del diritto di critica viene, ed è stato, a parere della scrivente, ampiamente oltrepassato, sconfinando nel nostro codice penale.
I reati che, così stando le cose, paiono essere stati commessi dal Ferrara sono molteplici.
Si va dall’art.656 c.p. (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico), all’art.658 c.p. (Procurato allarme presso l’Autorità); dall’art.595, comma 3, c.p. (Diffamazione a mezzo stampa); all’art.660 c.p. (Molestia o disturbo alle persone).
Naturalmente sarà la Magistratura a decidere se, nei fatti illustrati, vi siano estremi di reato, e l’esatta qualificazione giuridica.
Qui di seguito cercheremo di indicare per sommi capi i motivi per i quali si ritiene di dover procedere penalmente nei confronti del Sig.Giuliano Ferrara.
1) Art. 656 c.p. (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico)
Nella fattispecie, la “notizia falsa” è che l’aborto sia un “omicidio”, e che le donne che abortiscono contribuiscano a commettere una “strage”.
L'omicidio secondo l'articolo 575 del vigente codice penale consiste nel cagionare "la morte di un uomo". L'art. 578 punisce "La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto...".
Pertanto, le leggi penali vigenti prevedono l'omicidio vero e proprio nel senso della morte procurata di un uomo, cioè di una persona (maschio o femmina) già venuta al mondo (3), da quando è uscita dalla sfera (riproduttiva) materna in poi; oppure di un neonato appena partorito, fino al caso estremo di un feto durante il parto (naturale).
Quindi, non è considerato, e non è (mai stato, neppure dal Codice penale prima della legge n.194/1978) omicidio l'aborto, neppure negli ultimi giorni della gravidanza, purchè precedenti le doglie.
Non si tratta, nel caso della “campagna” del Ferrara, di una libera manifestazione del proprio pensiero, in quanto egli accusa le donne che hanno interrotto la gravidanza (come è il caso della/e scrivente/i) o intendano abortire, come mandanti di “omicidio” e colpevoli di concorso in “strage”. Diverso sarebbe il caso se il Ferrara, o chi per lui, proponesse di riformare la legge attuale sull’I.V.G. (anzi, lo ha negato pubblicamente); oppure di riformulare l’art. 575 del codice penale; così come lo stesso art. 1 del codice civile. E, soprattutto, nelle more di queste eventuali riforme, se si limitasse a criticare la legislazione vigente, senza accusare pubblicamente, a destra e a manca, decine di migliaia di donne di omicidio e di strage, provocando così il “turbamento dell’ordine pubblico” di cui all’art.656 c.p.
2) Art. 658 c.p. (Procurato allarme presso l’Autorità)
Date le stesse premesse di cui sopra, le pubbliche affabulazioni del Sig.Ferrara, che rimbalzano dalla carta stampata alla televisione, passando per la radio, pubbliche conferenze e comizi, amplificandosi fino a diventare ossessive, possono essere equiparate all’annunzio di pericoli (“omicidi perfetti”, “genocidio”), inesistenti, che possono suscitare – e di fatto suscitano - allarme presso l’Autorità. Vedasi il grave episodio di Napoli, quando il 12/02/2008, la polizia è intervenuta al Nuovo Policlinico, sul presupposto che si stesse perpetrando un “feticidio”, quando invece si trattava di una normale e regolare interruzione volontaria di gravidanza. In un clima diverso, non si sarebbe verificato un fatto così grave ed allarmante.
Addirittura, il Sig. Ferrara, parlando del suicidio del ginecologo Ermanno Rossi di Rapallo, afferma che “emergeva la realtà di un bambino ucciso per un reality”, che gli aborti sono “uccisioni seriali” , ecc. (v. Il foglio, 13/3/08).
3) Art. 595, comma 3, c.p. (Diffamazione a mezzo stampa)
L’”altrui reputazione” è quella delle donne che hanno abortito, o lo hanno deciso, o stanno per farlo: in primis, la reputazione della/e scrivente/i. L'“offesa” consiste nell’attribuire una responsabilità omicidiaria a chi ne è assolutamente, e senza alcun dubbio, esente. Il “fatto determinato” è l’aborto. L’offesa è stata ed è arrecata, quotidianamente, a partire dal 19/12/2007, a mezzo stampa e strumenti radio-televisivi.
4) Art. 660 c.p. (Molestia o disturbo alle persone)
Le reiterate esternazioni pubbliche petulanti del Ferrara di cui sopra hanno arrecato molestia e disturbo alla/e scrivente/i, così come – si presume - a migliaia di donne come lei. Da quando è iniziata la campagna del Ferrara la scrivente soffre di disturbi del sonno, nonché di disappetenza. Per “petulanza” si intende – in genere - arroganza, presunzione, maleducazione, impertinenza, insolenza, invadenza, insistenza, cioè tutto il contrario di riguardo, educazione, discrezione, riservatezza. Tutto ciò pare ravvisabile nella condotta del Ferrara.
* * *
Per tutto ciò premesso ed esposto, la/e Sig.ra/re/ine … …, rapp.ta/e e difesa/e dall’Avv. Sami Behare del foro di Milano, sporge/sporgono denuncia-querela nei confronti del Sig. Giuliano Ferrara, Direttore Responsabile del quotidiano Il Foglio, e per l’effetto
c h i e d e / chiediamo
che il Sig. Giuliano Ferrara venga perseguito ai sensi di legge, per i reati che la S.V. vorrà individuare nelle sue condotte sopra evidenziate; riservandosi fin d’ora di costituirsi parte civile nel procedimento eventualmente instaurando; e chiedendo di essere avvisata/e ex art. 408 c.p.p. in caso di richiesta di proroga termini e/o di archiviazione.
[Città], li [data]
F.to: ……………………
1 Ferrara ha presentato l'invio della lettera all'ONU davanti al pubblico il 2 febbraio 2008 al Teatro Manzoni di Monza. Il testo integrale della sua prolusione è stato pubblicato su Il Foglio il 18 febbraio.
2 “Che le donne non siano assassine, ma l’aborto sia un omicidio, non l’ho detto solo io.”
3 V. anche art.1 Codice civile: "La capacità giuridica si acquista al momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita".
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