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Non so neanche come cominciare questo terribile post. Cercherò di scrivere qualcosa dopo, intanto pubblico qui un articolo del Corriere della Sera di oggi, dove l'accaduto viene descritto molto bene.

Austria, arrestato padre per sequestro
e incesto su figlia
VIENNA - Orrore in Austria per un nuovo «caso Natascha Kampusch»: ad Amstetten, un uomo avrebbe tenuto rinchiusa per oltre ventiquattro anni la figlia in una cantina, abusando sessualmente della donna, e oggi sarebbe il padre-nonno dei 7 figli nati dall'incestuosa relazione. La notizia è stata diffusa dalla radio pubblica austriaca Orf e dall'agenzia Apa, a cui le autorità hanno confermato i sospetti. Le autorità sono incappate nella drammatica vicenda quando un uomo ha portato nell'ospedale di Amstetten una giovane 19enne in gravissime condizioni. Lui ha detto di aver trovato la ragazza in stato semi-incosciente; i medici hanno voluto cercare la madre, per capire come si fosse ammalata e hanno scoperto la vicenda. A quel punto sono scattate le ricerche della madre, che sentendosi braccata, avrebbe fatto ritrovare un biglietto con scritto: «Non cercatemi, sarebbe inutile e potrebbe soltanto acuire il mio dolore e quello dei miei figli». L'uomo avrebbe abusato sessualmente per anni della figlia, che oggi ha 42 anni, e sarebbe non solo il padre della giovane internata, che versa tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva, ma anche dei suoi sei fratelli.

I FIGLI - La donna, Elisabeth F., ha detto alla polizia di aver avuto sette figli, uno dei quali morto subito dopo la nascita. Avrebbe iniziato a subire i primi abusi sessuali dal padre all'età di undici anni e che il 28 agosto del 1984 venne definitivamente rinchiusa in una stanza dello scantinato della loro casa. Ed è qui che la donna ha dato alla luce sette figli, di cui due gemelli, uno dei quali morto qualche giorno dopo la nascita perché non assistito abbastanza. Secondo il racconto di Elisabeth, il padre si occupò di liberarsi del corpo, bruciandolo. La polizia ha riferito che nel corso degli interrogatori la donna ha mostrato segni di «grandi disturbi» psicologici ed ha accettato di parlare solo dopo aver ricevuto l'assicurazione che non avrebbe più avuto alcun contatto con il padre e che le autorità si prenderanno cura dei suoi figli, tre ragazzi e tre ragazze di età compresa tra i 5 e i 20 anni. Il caso ricorda molto da vicino quello di Natasha Kampusch, la giovane tenuta segregata per 8 anni in una cantina di una casa alle porte di Vienna da il suo sequestratore- padrone.

L'ARRESTO - La polizia austriaca ha arrestato l'uomo che ha 73 anni. La donna, che si chiama Elisabeth Fritzl secondo la tv, ha raccontato alla polizia di essere stata invitata dal padre nel 1984, quando aveva 18 anni, nella cantina della sua casa, nella cittadina di Amstetten, in Bassa Austria, dove è stata drogata e ammanettata.

LA POLIZIA - «Durante i 24 anni di prigionia l'uomo ha abusato di lei in continuazione», spiega in una conferenza stampa il capo della polizia del land Bassa Austria, Franz Polzer. Per stabilire quali e quanti siano i figli ora dovranno essere eseguiti i test sul Dna. Il padre arrestato non ha rilasciato dichiarazioni.

 

Per ulteriori aggiornamenti è disponibile anche un altro articolo, sempre tratto dal Corriere, che potete visualizzare cliccando QUI.

A dire la verità, le parole non le trovo ancora. Posso solo dire che sono agghiacciata per quello che è successo a questa ragazza, che negli anni della prigionia è diventata donna e madre. Quello che mi fa più disgusto è CHI ha compiuto questo orribile crimine: suo padre; per me non è concepibile che un padre possa fare una cosa del genere a sua figlia. Eppure esistono anche padri così. Io spero con tutto il cuore che nessuno possa riservare la minima pietà o perdono a questo essere ignobile, nemmeno Dio. Nessuno potrà restituire a questa donna gli anni della sua esistenza che le sono stati strappati via in un modo così atroce.

Questo deve farci aprire gli occhi su una realtà che si tende a nascondere e a ignorare: le violenze sulle donne in FAMIGLIA. Ovviamente qui siamo arrivati agli estremi, ma molte donne sono vittime di violenze efferate proprio all'interno del nucleo familiare, dove dovrebbero essere al sicuro, e per paura di ripercussioni preferiscono non denunciare.

Come sempre, le persone più indifese sono vittime delle peggiori cattiverie. Non ho altro da aggiungere, qualsiasi commento è superfluo.

Messo in luce da wonderely alle 19:01 di lunedì, 28 aprile 2008


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Categorie del post: stupro, violenza sessuale, incesto, la mia opinione, sequestro di persona, violenza su figlia