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Un grande problema , mai calcolato e sempre sottovalutato, è l'istruzione delle donne nei Paesi del mondo. L'istruzione è uno dei diritti primari della persona a cui però molte bambine non hanno il diritto e questo chiuderà loro le porte del futuro.
I testi seguenti sono t
ratti dal sito di Amnesty International ed esaminano a fondo questa incessante discriminazione sessuale:

In tutto il mondo le bambine fanno i conti con la violenza mentre si dedicano alla loro istruzione. Alcune subiscono danni a lungo termine alla loro salute fisica e mentale. Molte hanno paura di andare a lezione. Il risultato è che numerose bambine sono allontanate dalla scuola, la abbandonano o non partecipano pienamente alla vita scolastica. I loro diritti umani – il diritto di essere libere dalla violenza, il diritto all’uguaglianza e all’istruzione – sono violati.

Per fermare la violenza connessa all’ambiente scolastico è necessario combattere la discriminazione all’interno delle scuole stesse e nell’ambito più ampio della comunità. Occorre dare ascolto alle voci delle bambine e prendere in considerazione le loro esperienze quotidiane e i loro bisogni.

NO ALLA DISCRIMINAZIONE, ALLE MOLESTIE, ALLA VIOLENZA

Discriminazione

Se la violenza contro le bambine all’interno dell’ambiente scolastico rimane impunita, gli studenti imparano che la violenza contro le bambine e le donne è accettabile e che le aggressioni da parte dei maschi possono essere considerate normali.
La discriminazione contro le donne e le ragazze risulta così rafforzata.

Alcune bambine sono esposte al rischio di una violenza crescente sulla base della loro identità. Ad esempio, le ragazze lesbiche subiscono insieme gli abusi legati al sessismo e all’omofobia. Sono più spesso soggette a molestie e minacce di stupro rispetto alle loro compagne eterosessuali.

Le bambine con disabilità subiscono contemporaneamente discriminazioni sessuali e legate al loro essere diversamente abili; diventano il bersaglio di scherno, abusi sessuali e violenze. Le percentuali di casi sono più elevate per le bambine con disabilità e le forme di violenza che subiscono possono essere più gravi.

Altri aspetti dell’identità delle bambine, inclusa la circostanza che siano immigrate, orfane o rifugiate, affette da Hiv o appartenenti a una determinata casta, etnia o razza, aumentano il rischio, per loro di essere colpite da abusi e incidono sul tipo di violenza che subiscono.

Le vittime e le sopravvissute alla violenza, in particolare allo stupro, possono essere emarginate ed escluse dalle loro stesse famiglie, dagli amici e dalla comunità. Per le bambine appartenenti a gruppi marginalizzati può inoltre risultare ancora più difficile portare avanti denunce nei confronti dei responsabili o avere accesso ai servizi di sostegno.

Derisione, molestie e bullismo

Prese in giro e molestie verbali sono all’ordine del giorno nelle scuole. Le bambine che sono troppo grasse o troppo magre, appartenenti a differenti gruppi etnici, disabili, meno femminili o in qualsiasi altro modo diverse da quello che la maggioranza considera normale, possono essere particolarmente colpite da prese di giro, scherzi, nomignoli e atti di bullismo.

Le molestie verbali rappresentano già una violazione della dignità e della sicurezza delle bambine e quando non vengono debitamente prese in considerazione, possono portare ad atti di violenza fisica, sessuale e psicologica. Le molestie verbali di carattere sessuale sono considerate innocue e scherzose da molti uomini e ragazzi, ma per le giovani prese di mira risultano degradanti e intimidatorie.

Le molestie basate su insinuazioni false e gli atti di esclusione sociale sono facilitati dal cosiddetto “bullismo telematico”. Attraverso l'uso del telefono cellulare e di Internet i ragazzi possono spacciarsi per altri nella rete informatica e inserire pettegolezzi e informazioni false e diffamatorie. Nel cyberspazio i “bulli” possono agire liberamente in forma anonima con scarso timore di essere puniti e sapendo di avere un’ampia audience, non solo nei giorni di scuola ma tutti i sette giorni della settimana.


Comportamenti di maggiore gravità

Le molestie nell’ambiente scolastico vengono considerate da alcuni insegnanti e rappresentanti dello staff scolastico come sostanzialmente innocue. Tuttavia, ad un certo punto possono cessare di essere un semplice gioco e diventare pericolose. E’ necessario agire con fermezza prima che questi comportamenti diventino fisicamente e psicologicamente dannosi. Questi comportamenti devono essere fermati e gli insegnanti devono proporre delle modalità alternative.

Quando le molestie sessuali in ambiente scolastico non vengono condannate, diventano parte della normalità sociale con la conseguenza che la loro generazione penserà che la violenza contro le donne è accettabile. Comprensibilmente le bambine non denunceranno le violenze subite se hanno paura di essere ulteriormente vittimizzate, ridicolizzate e non sostenute da un'azione che condanni i responsabili. Non sarà possibile interrompere il ciclo della violenza fin tanto che i responsabili di atti di violenza penseranno di poter agire senza timore di essere puniti per i propri reati.

Dalle molestie verbali a quelle fisiche, dai palpeggiamenti alle aggressioni, ogni tipo di violenza contro le bambine nell'ambiente scolastico è sbagliata e può potenzialmente interrompere il percorso scolastico di una bambina, privandola così del diritto a ricevere un'istruzione e del diritto a essere libera da qualsiasi violenza.

INFANZIA RUBATA, OPPORTUNITÀ DI STUDIARE PERSA!

Le autorità non muovono un dito

Troppo spesso le autorità rispondono alla violenza nelle scuole scegliendo di non agire. In diversi casi, questo avviene in violazione della legislazione nazionale o delle politiche della scuola. Spesso, quando una bambina denuncia un episodio di violenza, specialmente la violenza sessuale, il suo comportamento viene giudicato molto più severamente di quello delle persone che lei ha indicato come responsabili della violenza.

Non c’è giustificazione per l’inazione delle autorità. Lo Stato e per estensione coloro i quali agiscono per suo conto – tra cui gli insegnanti e le autorità scolastiche – devono indagare prontamente sui casi di abusi, prevedere punizioni appropriate per i responsabili, aiutare le bambine che hanno subito violenza a riprendersi dalle conseguenze fisiche ed emotive e intraprendere i passi necessari perché tali abusi non si ripetano.

L’istruzione è un diritto umano e assicurare un accesso all’istruzione libero dalla violenza è una responsabilità dello Stato. Secondo la legislazione internazionale, lo Stato deve assicurare, come minimo, l’accesso universale all’istruzione primaria. Questo obbligo internazionale non può essere rispettato se le bambine non si sentono sicure a scuola.

Il mancato rispetto di tali obblighi non può essere giustificato dalla scarsità di risorse. Quando gli Stati non fanno fronte alla violenza contro le bambine nelle scuole, lo fanno per mancanza di volontà politica.

La violenza impedisce alle bambine di andare a scuola

La violenza contro le bambine non causa solo paura e dolore, ma anche una bassa autostima, scarso rendimento scolastico, infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze non desiderate e depressione. La violenza danneggia sia la salute mentale che quella fisica delle vittime e di coloro che sono sopravvissute.

Quando la violenza distrugge o interrompe il percorso educativo di una bambina, le implicazioni per le sue future opportunità lavorative e finanziarie sono serie. La mancanza di un’istruzione aumenta la probabilità che le bambine contraggano matrimoni precoci, portino con sé problemi di salute, siano oggetto di tratta o muoiano per complicazioni legate al parto determinate da cause prevenibili.

I governi e le scuole hanno l’obbligo di fornire alle bambine un ambiente sicuro in cui studiare

L’interruzione del percorso educativo di un gran numero di bambine determina conseguenze negative non solo per loro in quanto studentesse ma per la società in generale.

L’istruzione è la chiave per fermare il ciclo della violenza e della povertà. Ma la mancanza di sicurezza all’interno e fuori dalle scuole sta indebolendo i tentativi di rendere autonome le bambine perché possano sfuggire alle situazioni violente e possano lavorare per uscire fuori dalla povertà. La violenza contro le bambine nella scuola rafforza gli stereotipi di genere e consolida la discriminazione nelle generazioni future. Fa pensare che la violenza contro le donne e le bambine sia inevitabile e che un’istruzione sicura e di qualità per le bambine non sia una priorità.

 

Messo in luce da wonderely alle 15:50 di mercoledì, 02 gennaio 2008


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Categorie del post: istruzione, stupro, violenza sessuale, stereotipi, discriminazione sessuale, violenza di genere