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Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattate, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questi anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Che fare? Vittoria Franco ha già presentato un'interrogazione al governo.
(fonte Repubblica)
Per le donne vittime di violenza continua un periodo nero: quello dell’indifferenza totale anche da parte dello Stato che ha preferito tagliare i fondi ai centri antiviolenza, perché in campagna elettorale bisogna fare promesse demagogiche per appiopparsi i voti. È più importante togliere l’ICI dalla prima casa, piuttosto che assicurare un tetto e una protezione alle milioni di donne vittime di violenza, che hanno anche dei bambini al seguito. OTTIMO!
Ma secondo voi a qualcuno interessa? Certo che no! E io che mi illudo pure che tra questa gentaccia ci sia qualcuno che possa svegliarsi e dire “Non è molto giusto, però! In campagna elettorale abbiamo detto di volere sicurezza per le donne e ora siamo i primi a negargliela!”. Infatti, in campagna elettorale, come avevo già detto, il problema della violenza sulle donne è stato sfruttato, manipolato e rigirato a dovere per far ricadere la colpa sugli immigrati e i rom. Ora che la campagna elettorale è finita gli ipocriti si sono finalmente tolti la maschera!
“Siete vittime di violenza? Arrangiatevi!” Questo è il messaggio che lancia il nostro governo. Più poliziotti, più sicurezza: siamo tutti d’accordo, ma sapete, anche il poliziotto più bravo del mondo oltre la legge non può andare. Visto che qui in Italia le leggi serie in materia di violenza sulle donne (soprattutto sulla violenza domestica) NON esistono e nessuno ha intenzione di emanarle, nessuno ha intenzione di creare tribunali contro la violenza di genere e giudici specializzati, nessuno ha intenzione di aiutare con finanziamenti i centri antiviolenza, le donne sono lasciate alla mercé della violenza. E credetemi: senza tribunali specifici e campagne per la prevenzione non si va da nessuna parte! Se un poliziotto arresta un "criminale di genere", ci vorrà poi un giudice preparato che prenda seri provvedimenti. Per la violenza di genere SERVONO tribunali specifici (come quelli spagnoli per esempio), altrimenti siamo sempre punto e a capo. Alla faccia di chi diceva di volerci difendere!
È importante sottolineare che in materia di violenza sulle donne la giustizia è fondamentale, ma non è l’unico punto. Nei centri antiviolenza lavorano medici, psicologi e avvocati che offrono gratuitamente il loro aiuto alle donne. Una donna vittima di violenza ha soprattutto bisogno di questo: un aiuto morale per lei e per i suoi bambini (in caso li abbia), una mano tesa che non la lasci scivolare nel vortice della depressione e dell’autolesionismo. Un aiuto legale per denunciare gli episodi di violenza e un aiuto concreto che si traduce nell'ospitalità in case rifugio segrete. I poliziotti sono molto utili, nessuno lo mette in dubbio, ma ognuno ha i suoi compiti. I poliziotti non hanno i requisiti per sostituire il personale qualificato che si occupa delle vittime. I poliziotti non possono accogliere in casa loro le donne maltrattate per offrirgli protezione. È per questo che esistono questi centri. È per questo che esistono persone che si svegliano tutte le mattine e ci mettono l’anima per aiutare queste donne, per fargli capire che non sono sole, per proteggerle, per dar loro una vita migliore, una vita libera dalla violenza. Ma grazie a Berlusconi e al suo popolo di boccaloni, tutto questo non sarà più possibile, o comunque sarà molto più difficile da ottenere, a meno che qualche anima buona non decida di finanziare questi centri, perché dal nostro stato INCIVILE non possiamo aspettarci niente di più.
E poi, è inutile tirare in ballo quell'incompetente incapace di Mara Carfagna, visto le sue ultime sparate in materia. L'unica cosa che ci si può augurare da lei sono le dimissioni.
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In materia di violenza sulle donne, la ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha detto la sua con una lettera al direttore del quotidiano “Repubblica”. Vi invito a leggere la sua lettera per intero cliccando qui: sul mio blog pubblicherò solo degli stralci per farvi capire quante cazzate può sparare una persona in meno di venti righe. Eccole:
il contesto familiare viene dipinto come un luogo buio e pericoloso per le donne. Mi sia consentito di dissentire.
La famiglia è il luogo in cui si consumano le peggiori violenze. L’80% delle violenze avvengono in famiglia. In Italia ogni due giorni muore una donna in famiglia, ma a quanto pare le fette di salame dagli occhi la Carfagna non le ha ancora tolte (oppure deve leccare il culo ai moralisti cattolici).
La famiglia, va ricordato, è anche un luogo di realizzazione per la donna, al pari del mondo del lavoro.
Lo sceglie la donna qual è il suo luogo di realizzazione, non deve di certo dirlo Mara Carfagna. Le donne devono essere tutelate indipendentemente dal fatto che abbiano una famiglia e dei figli. La famiglia è una libera scelta, non un obbligo.
divorzi, separazioni ed affidamento dei figli causano gran parte delle tensioni e dei reati realizzati all’interno della famiglia.
Davvero? Sa che ci sono donne che vengono picchiate dai mariti/compagni anche se non hanno mai azzardato l’ipotesi del divorzio? E poi questa sarebbe una giustificazione? Forse un uomo adulto un divorzio lo può anche accettare senza mettere le mani addosso alla moglie! Ci sono donne che trovano il coraggio di divorziare proprio per separarsi da uomini violenti, ma questo non le passa neanche per l’anticamera del cervello.
per concretizzare il principio di bigenitorialità garantito dalle convenzioni internazionali: il minore ha il sacrosanto diritto di avere un padre ed una madre. Un diritto per il minore che attraverso l’affidamento condiviso può divenire un’occasione in meno di scontro – se non di violenza - tra gli ex partner.
Certo, un minore ha diritto di avere un padre violento? Un padre che ammazzerebbe di botte la madre e non è detto che non lo faccia anche con i figli? Una donna si rinchiude in una casa rifugio con i figli per paura che suo marito la possa trovare e farla fuori, una donna scappa da casa per avere una vita migliore per se stessa e per i figli e questa ancora insiste sulla bigenitorialità? Non si rende neanche conto che talvolta sono i padri stessi ad ammazzare la moglie e i figli.
emerge drammaticamente il rifiuto da parte delle stesse che preferiscono la strada del silenzio
Adesso è colpa delle donne…
Alla luce di questi dati, mi sembra doveroso intervenire al fine di rivedere, ripensare e rafforzare tali centri.
Cos’è l’ennesima presa per i fondelli? La ministra non sa che i fondi per i centri antiviolenza sono appena stati TAGLIATI??? Potete leggerlo tutti QUI.
Il mio obiettivo come Ministro per le Pari Opportunità sarà quello di accelerare i tempi per l’approvazione del progetto di legge contro lo stalking
Insomma, per concludere, l’idea di una legge contro la violenza domestica neanche la sfiora…
Eccola qua la nostra Ministra per le Pari Opportunità!

Diciamo le cose come stanno: Mara Carfagna NON difende le donne, le prende in giro. Mara Carfagna può pure tornare a fare la valletta, a difendere i nostri diritti non la vogliamo, semplicemente perché non sa nemmeno cosa voglia dire la parola “donna” e “diritto”. Vogliamo una DONNA VERA alle Pari Opportunità!
O si trova una persona veramente adatta, oppure lo si elimini dai ministeri. Se deve essere gestito da un’incapace che prende per il culo la sofferenza delle donne maltrattate è meglio che non esista. Le vittime hanno bisogno di aiuto e comprensione, non di essere prese in giro, perché la ministra non ha la minima idea di cosa significhi essere picchiata dalla mattina alla sera e avere il terrore di morire. Una donna che scrive queste parole orribili, distaccate e menefreghiste non merita nemmeno di essere chiamata donna.
Importante è anche sottolineare le dichiarazioni della ministra sul femminismo, in un’intervista di poco tempo fa. Ha espressamente dichiarato di essere antifemminista. Come può una ministra definirsi antifemminista? Non si è accorta che è proprio grazie al femminismo che ha potuto studiare e anche partecipare alla politica? Non fosse stato per delle GRANDI DONNE che si sono battute per avere dei diritti a quest'ora non starebbe dove sta (e forse sarebbe anche meglio)! Nessuno ci ha regalato niente!
Spero di non dover mai più parlare di lei. Spero che la prossima volta prima di parlare si assicuri che la bocca e il cervello siano collegati. Non vado oltre con le mie impressioni sulla Carfagna, altrimenti potrei diventare molto, ma molto cattiva. Potete leggere la lettera di risposta scritta da Sorelle d’Italia, cliccando QUI. Lascio a voi la possibilità di commentare. Se ho dimenticato qualcosa, aggiungetelo pure: sono talmente incazzata che può essermi sfuggito. Grazie.
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Parlo ancora di famiglia e di violenza, ricordando che cliccando QUI potete firmare la PETIZIONE per ottenere una legge severa e precisa contro la violenza domestica. In Italia una legge di questo tipo ancora non esiste, il che vuol dire che le donne vittime NON vengono tutelate. Senza una legge, nessuna donna potrà essere protetta e aiutata.
Pubblico adesso la lettera scritta alle ministre del nuovo governo dai vicini di casa di Elisa Rattazzi, una delle tante donne vittime di uxoricidio. Trovo che questa lettera sia davvero significativa, io stessa mi sono commossa leggendola, e ringrazio tanto la mia amica Rosa per avermela segnalata.
CHIARA E ANDREA GUAZZOTTO
TORINO
Gentili Ministre, ci rivolgiamo a voi perché siete donne e forse potrete comprendere il dramma che è successo a Torino domenica pomeriggio 18 maggio. Conoscevamo Elisa Beatrice Rattazzi, abbiamo vissuto vicino a lei ed al suo assassino per anni e i nostri figli sono cresciuti assieme. È stata uccisa ed è l'ennesima assurda vittima della violenza di genere, della guerra che quotidianamente si consuma all'interno delle mura domestiche. Elisa era una donna che aveva paura ed ha subito per anni violenze e soprusi, e con lei i suoi figli, senza che nessuno abbia saputo o voluto aiutarla. Per anni ha denunciato le violenze commesse dal marito: sono rimaste tutte grida inascoltate strozzate nella gola. Al coraggio delle denunce, si risponde con qualche pacca sulle spalle.
L’Italia ha un parlamento che legifera su tutto, ma non esiste nessuna legge specifica, a differenza degli altri paesi europei e civili, sulla violenza di genere.
Quando sono chiamate ad intervenire le forze dell'ordine mostrano questo limite senza vergogna.
E sono solo un ulteriore e secco schiaffo morale per la donna: «su signora, sono solo battibecchi che succedono nelle migliori famiglie». Cosa deve fare una donna per essere creduta? A cosa servono le denunce, i referti dell'ospedale? A cosa serve proporre di inasprire le pene, se poi una moglie che denuncia più volte suo marito non viene mai creduta? In questa sottocultura da italietta fascista i mariti sembrano intoccabili, devono fare i «mariti» e se qualche volta si arrabbiano avranno pure le loro ragioni. Credeteci anche se il delitto d'onore è stato cancellato dal codice penale, non lo è dalla testa degli italiani.
Il boomerang mediatico, cavalcando il dolore dei familiari, sembra che abbia già voglia di trovare giustificazioni: aveva lasciato il marito, si era portata via i figli, aveva addirittura un altro uomo...
Elisa è stata uccisa in mezzo alla strada, alla luce del giorno sotto gli occhi di tutti, da una mano assassina che la tormentava da anni.
Una esecuzione in piena regola. Un delitto bastardo, ma talmente comune da non fare quasi notizia. In questa storia non ci sono extracomunitari ubriachi o rom alla guida di fuoristrada rubati. È solo la storia di una normale famiglia tutta italiana e come dobbiamo rassegnarci a sapere quello che conta in Italia è sempre e solo la famiglia.
Questa ignoranza e questo perbenismo di facciata permettono che follie come questa accadano; mentre una stampa e un'opinione pubblica poco sensibile permettono che vengano letti e archiviati attraverso la griglia mafiosa del codice d'onore. Fino a quando dovremo attendere per vedere una legge specifica, una sezione di un tribunale, dei magistrati e degli uffici di polizia con competenze specifiche sulla violenza di genere? L'indifferenza pensa a fare il resto, in fondo vedere una donna nei panni vittima è normale perché nella nostra sudicia cultura la donna non si può difendere. Chi lo spiegherà ai suo figli di 7 e 4 anni?
La lettera si conclude qui, con questa domanda angosciante: "Chi lo spiegherà ai suoi figli di 7 e 4 anni?". Già, chi lo spiegherà a questi due angioletti che hanno perso per sempre la loro mamma? La violenza domestica non riguarda solo le donne, ma anche i bambini. Bambini che sono costretti ad assistere alle liti dei genitori, sono costretti a vedere la loro mamma soffrire e piangere per le ripetute percosse, che a volte purtroppo toccano anche loro. Infine, sono costretti a perdere per sempre l'affetto e l'amore della madre, perché un bastardo schifoso pensa di avere diritto di vita e di morte sulla propria moglie.
Viviamo in un paese che sbandiera ai quattro venti così tanta civiltà, e in realtà è solo un paese di stronzi, ipocriti e buonisti che chiudono gli occhi davanti a queste tragedie, insabbiando tutto e passandoci sopra, come niente fosse. È vergognoso che queste violenze inaudite vengano VOLUTAMENTE tenute nascoste e sottovalutate, perché secondo questi dementi il compito delle donne è solo quello di essere mogli e madri (per loro è il modo migliore per dire "schiave"). Si prodigano per la difesa della famiglia e non vedono che è proprio all'interno di essa che nascono, crescono e infine esplodono le peggiori violenze.
DICIAMOLO CHIARAMENTE A QUESTI MASCHILISTI SCHIFOSI CHE NOI DONNE SIAMO PERSONE E NON SCHIAVE DEGLI UOMINI. FIRMATE TUTTI LA PETIZIONE PER AVERE UNA LEGGE SEVERA E PRECISA CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA, CLICCANDO QUI.
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Il marito di Agnese Schiopetti, la donna di 27 anni il cui corpo è stato trovato domenica mattina nel lago d'Iseo, ha confessato l'omicidio dopo essere stato fermato nella notte dai carabinieri con l'accusa di omicidio volontario. I sospetti si erano addensati sull'uomo fin dalle prime ore delle indagini. Secondo gli investigatori, ultimamente la coppia non andava d'accordo: i dissapori tra i due sarebbero il movente del delitto.
Marito e moglie, lei cameriera e lui cuoco, secondo gli inquirenti avevano litigato anche la sera prima del ritrovamento del corpo della donna: il delitto potrebbe essere avvenuto al termine della lite. A questo punto, ritiene l'accusa, l'uomo si sarebbe disfato del corpo della moglie gettandolo nel lago d'Iseo. È stato lo stesso Sobacchi a denunciare la scomparsa della moglie: un modo, secondo gli investigatori, per sviare i sospetti da sé.
A portare in carcere l'uomo, oltre a diversi riscontri, è stata una serie di contraddizioni durante il lungo interrogatorio al quale è stato sottoposto: una ricostruzione dei fatti che agli investigatori è apparsa "senza logica". E infatti, poche ore dopo il fermo, Sobacchi è crollato e ha confessato l'omicidio. I carabinieri, intanto, hanno sequestrato sia l'abitazione della coppia, in via Conventino a Ospitaletto, nel Bresciano, sia l'auto dell'uomo.
(fonte tgcom)
Un'altra donna, un'altra madre, vittima di un uomo di merda. Un bastardo che le ha strappato la sua giovane vita, perché è impensabile che una donna possa azzardarsi a litigare con un uomo. Lei deve stare zitta, dire sempre di sì, subire di tutto e di più, perché il suo uomo la possiede. Ha diritto di vita e di morte su di lei.
Secondo un'altra fonte, la donna avrebbe voluto separarsi dal marito definitivamente. Ma ovviamente non le è stato permesso: o stai con tuo marito o muori! Il delitto d'onore è stato reso illegale negli anni 80, ma nella testa di certi uomini è ancora vivo e legittimo.
Eccola qui la famiglia che tutti continuano imperterriti a difendere. Donne che muoiono perché NESSUNO le ascolta mai (troppa fatica, vero?), nemmeno quando vanno a sporgere denuncia. Si risolve tutto con una pacca sulla spalla e un carabiniere rincoglionito che dice: "Vedrà signora che presto andrà meglio!". E poi è sotto gli occhi di tutti come vanno a finire le liti "innocue" della "sacra" famiglia.

Quante donne devono ancora morire? Quanti bambini devono essere lasciati senza le loro mamme perché hanno dei padri-mostri? Ci diamo da fare o chiudiamo sempre gli occhi davanti a queste tragedie che toccano sempre più donne? La VIOLENZA è la PRIMA causa di MORTE ED INVALIDITÀ PERMANENTE per le donne tra i 16 e i 44 anni.
FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER AVERE UNA LEGGE SEVERA E PRECISA CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA CLICCANDO QUI.
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Non è mai finita quando si tratta di manifesti obbrobriosi. Poco tempo fa vi avevo mostrato come a Roma pensano di difendere le donne scrivendo a caratteri cubitali “Non desiderare la donna d’altri” e ora, purtroppo, mi tocca segnalare un’altra indecenza prodotta da menti deliranti. Da notare in primis come il manifesto sia stato realizzato da uomini (idioti) per altri uomini (altrettanto idioti): lo capiamo subito leggendo la frase “se fosse tua madre, tua moglie, tua figlia?”. Donne è inutile, noi apparteniamo agli uomini: pure se veniamo stuprate a perderci sono solo loro. Di noi, chi se ne frega. Chissà a cosa servono queste scritte all’80% delle donne che subiscono violenza, visto che avviene in famiglia. Possono solo pensare “Be grazie, tanto è mio marito che pensa a picchiarmi”, oppure “Tanto è mio padre che pensa a violentarmi”.
Nella vita ho imparato che ci sono tre tipi di persone. Quelle che capiscono subito, quelle che capiscono dopo che gli spieghi le cose e quelle che non capiscono mai. Chi ha prodotto questo schifo sta nella terza categoria; forse non riesce a capire o forse gli fa comodo non capire. Non sono bastati i dati ISTAT, non è bastato dire che ogni due giorni in famiglia muore una donna, non è bastato sottolineare che più è stretta la relazione tra carnefice e vittima, più è alta la possibilità che si consumi la violenza: sembra di parlare con dei muri.
La violenza sulle donne non è solo stupri, la violenza sulle donne è violenza fisica, violenza psicologica, violenza economica. La violenza sulle donne è anche la mercificazione dei nostri corpi, la violenza sulle donne sono gli insulti nascosti dietro a battutine sarcastiche, la violenza sulle donne è tutto il maschilismo. La violenza sulle donne è l’indifferenza delle istituzioni. Ma visto che qui ci siamo fissati con gli stupri, allora parliamo di questi. Ecco la realtà: i partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica e sessuale. Il 69,7% degli stupri è infatti opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è ad opera di estranei (e qui rientrano quindi gli immigrati). Questi sono i dati ISTAT, non mi sto inventando niente.
Parliamoci chiaro, prima che insorgano polemiche inutili e stupide. Io non difendo gli immigrati criminali e non mi sognerei mai di farlo. Però è una presa in giro trasformare il problema della violenza sulle donne in un problema di immigrazione. Io non faccio differenza tra uno stupratore italiano e uno straniero: per me sono entrambi fecce dell’umanità. Non giustifico nessuno stupro da parte di immigrati dicendo che è commesso da persone povere che hanno bisogno d’aiuto: poveri o no sono dei criminali bastardi, che meritano di essere rispediti al loro paese. Ma non mi sognerei mai di far passare il messaggio sbagliatissimo che solo gli immigrati (non conosciuti dalla vittima) commettono questo genere di reati. Mi sembra che i dati sopra citati parlino chiaro.
Ci tengo anche a dedicare due righette a Forza Nuova, che si prodiga così tanto nella difesa delle donne. Hanno un rispetto innato per le donne che li porta ad insultarle se provano a contraddirli. Parlo per esperienza, perché non ho potuto azzardare la frase “in italia le donne non vengono tutelate in niente” che mi hanno riempita di insulti, non solo per me, ma anche sulla mia famiglia. Non scherziamo per favore, non prendiamoci in giro. Io sinceramente me ne frego degli insulti di un gruppo di fascistelli balordi e maleducati che sono talmente cocciuti da arrivare a negare l’evidenza. Appena gli poni la domanda: “Ma la legge contro la violenza domestica dov’è? E la legge contro lo stalking?”, non rispondono più. Ecco bravi state zitti che mi fate un favore.
I razzisti ignoranti non si smentiscono mai. I razzisti ignoranti sono quelli che se una donna viene stuprata da un romeno fanno saltare fuori un putiferio e poi stanno zitti se una ragazza di 14 anni viene massacrata da tre suoi amici italiani; stanno zitti se una donna viene uccisa dall’ex marito che continua a perseguitarla, stanno zitti se una ragazza indifesa subisce stupri di gruppo per dieci mesi, stanno zitti davanti a una donna incinta ammazzata dal marito. I razzisti ignoranti sono quelli che trattano le donne come puttane e sono contenti di vedere Mara Carfagna alle pari opportunità (perché almeno il governo è sexy) e poi fanno finta di difendere le donne organizzando pestaggi ai danni dei rom. I razzisti ignoranti sono quelli che pretendono che le donne dicano sempre sì agli uomini senza mai ribattere, altrimenti le insultano (o gli fanno di peggio). I razzisti ignoranti sono quelli che vedono una donna solo se è bella e sexy, altrimenti nemmeno la considerano: può morire quella, tanto non vale niente. Questi sono i razzisti ignoranti. I razzisti ignoranti sono feccia.
I razzisti ignoranti hanno prodotto questo schifo. Io non mi faccio zittire da un gruppo di razzisti ignoranti che fingono di interessarsi a un argomento così delicato e sofferto come la violenza sulle donne, per fare propaganda xenofoba. Non sanno niente di niente e parlano a vanvera, giusto per parlare, giusto per dare aria alla bocca. Leggete, informatevi, conoscete le vittime e i loro carnefici, conoscete la sofferenza, conoscete le lacrime, conoscete la paura, conoscete l'angoscia e dopo (solo dopo) parlate.
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Ecco qui le dichiarazioni dei ragazzi sull'omicidio di Lorena Cultraro (fonte tgcom). Per visualizzare l'altro post dedicato all'argomento cliccate QUI.
La ragazza sarebbe stata portata sul posto da Giuseppe con il suo ciclomotore. Secondo il suo racconto sarebbe stata poi picchiata e soffocata con un cavo tv, dopo rapporti sessuali con tutti e tre. "All'intern del casolare - aggiunge il 15enne - Domenico e Giuseppe hanno iniziato a spogliare Lorena, che in qualche modo cercava di fare resistenza soprattutto verbale, dicendo che non voleva essere spogliata. Giuseppe e Domenico hanno proseguito e sono riusciti a spogliare del tutto Lorena, e a turno, prima Giuseppe, poi Domenico e per ultimo io, abbiamo avuto rapporti con Lorena".
"Finito il mio rapporto con Lorena - continua Alessandro - Giuseppe e Domenico hanno iniziato a prendere a calci e pugni la ragazza, perché aveva messo in giro false notizie nei loro confronti creando problemi con le loro rispettive fidanzate. Ad un certo punto ho notato Giuseppe o Domenico, non ricordo esattamente chi dei due, anche per la rapidità del gesto, che passavano al collo di Lorena un filo di corrente elettrica o un cavo tv, ed entrambi glielo stringevano fortemente a tal punto da soffocarla. Io me ne stavo in disparte a guardare, e Giuseppe e Domenico mi hanno detto di tapparle la bocca, perché Lorena cercava di gridare aiuto. Preso dalla paura che potevano anche farmi del male, le ho messo la mano sulla bocca fino a quando non ci siamo accorti che Lorena non respirava più e le usciva anche sangue dalla bocca".
Il gip del Tribunale per i minorenni di Catania, Lia Castrogiovanni, ha convalidato i fermi dei tre ragazzi di 15, 16 e 17 anni che hanno confessato di aver ucciso e gettato in un pozzo la 14enne Lorena Cultraro a Niscemi. Nei confronti dei tre minorenni il giudice ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere per omicidio e occultamento di cadavere. Intanto è slittato a venerdì l'esame autoptico sul cadavere della vittima.
I tre minorenni hanno confermato quanto detto agli investigatori. Lo hanno rivelato i loro legali. Gli avvocati non hanno voluto però fare commenti sul movente, visto che i loro assistiti non avrebbero detto nulla a riguardo, rimandando tutto a dopo l'autopsia. L'esame farà luce anche sull'ipotesi che la ragazza fosse rimasta incinta.
I legali: "Sono pentiti"
Le versioni fornite dai ragazzi coincidono. "Le posizioni dei minorenni sono univoche, ad accezione di piccole sfumature", hanno detto gli avvocati. "I ragazzi - hanno aggiunto - adesso cominciano a realizzare cosa hanno fatto, l'interrogatorio li ha liberati di questo peso enorme che portavano dentro. Sono molto pentiti, perché hanno preso consapevolezza del loro gesto e hanno capito che la loro azione ha portato alla morte di una ragazzina e alla distruzione di quattro famiglie".
Dove sono finiti i difensori delle donne? Dove sono i leghisti che tanto si prodigavano a far espellere tutti i rom perché sono stupratori? Dove sono finiti? Sono spariti?
Questo omicidio non diventerà un caso politico perché a compierlo sono stati tre italiani, quindi poco importa. Se gli italiani ammazzano le loro donne possono farlo, l'importante è che non le tocchino gli stranieri.
Le dichiarazioni non lasciano dubbi: abbiamo a che fare con delle bestie, non con delle persone. I legali che fanno? Dicono che sono pentiti e che adesso si stanno rendendo conto di quello che hanno fatto. Adesso? Forse quando si mettevano d'accordo per ammazzarla non se ne rendevano conto? Stiamo scherzando? Stiamo giocando forse? Qui nessuno si rende conto che una ragazza è stata ammazzata come se fosse un cane, come se la sua vita non valesse niente.
Vogliamo scommettere che tra pochi giorni passerà anche questo e torneremo a parlarne quando un'altra ragazza verrà ammazzata in questo modo e nessuno ancora avrà fatto niente per impedirlo? Le leggi severe non ci sono, questi bastardi se la caveranno perché sono minorenni e sentiremo parlare di loro quando, ormai cresciuti, violenteranno o uccideranno qualche altra donna. Benissimo, meglio di così non potrebbe andare.
Io sono schifata; l'unica cosa che posso dire è che questa ragazza è morta in un modo atroce: la sua tragedia mi ha toccato molto profondamente e penso che si sia anche capito. Noi donne non siamo oggetti, siamo persone e nessun "uomo" bastardo ha diritto di violentarci, picchiarci, ammazzarci solo perché ha più muscoli (ma sicuramente meno cervello) di noi.
Io li disprezzo tutti gli uomini così, dovunque siano su questa terra: possiate morire tutti come fate morire le vostre vittime. Possiate soffrire come fate soffrire le donne che violentate o picchiate. Possiate andare all'inferno. Siete solo dei luridi vermi viscidi bastardi senza cuore né anima.

Scusate se piango...ma proprio non ce la faccio.
(copyright immagine: lallina82)
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Nove mesi dopo il delitto di Antonella Multari, la 33enne accoltellata per strada a Sanremo dall'ex Luca Delfino, in esclusiva su Mattino Cinque, spuntano le intercettazioni delle ultime telefonate tra i due. "Tu sei un pazzo psicopatico, da rinchiudere in manicomio" aveva detto lei alle chiamate sempre più ossessive di lui. E ora Rosa, la madre della vittima, dice: "Le hanno ascoltate tutti ma nessuno ha fatto niente".
Le telefonate intercettate dalle forze dell'ordine sono state fatte ascoltare in esclusiva dalla trasmissione "Mattino Cinque" in onda su Canale Cinque alla presenza della madre della ragazza.
Le chiamate risalgono al 20 aprile 2007. Luca Delfino non accetta di essere lasciato dalla nuova fidanzata, Antonella Multari. Non intende andarsene come non si era rassegnato di fronte a Luciana Biggi, la prima fidanzata trovata sgozzata un anno prima in un vicolo di Genova, omicidio per il quale era stato indagato in mancanza di prove. Così, sospettato ma libero, Delfino ha intrecciato una nuova relazione, sempre più ossessiva con Antonella. In queste frasi intercettate c’è tutta l’esasperazione e la paura della ragazza:
Ore 8.41. Antonella: "Sai solo obbligare le persone a stare con te quindi esci da quella casa perché ti faccio uscire."
Delfino: "Brava Minaccia, minaccia…"
Antonella: “Minaccio? Sei tu che mi stai obbligando a stare con te, che sei in casa mia e arrivo in ritardo al lavoro, e a Rosita dico la prossima volta che non mi vede arrivare alle 8.30 di chiamare i carabinieri. Hai capito? Perché con te servono solo i carabinieri. Perché con quelle maniere Luca Delfino, non se ne va, Luca Delfino sai cosa fa? O stai con lui o ti fa fuori”.
Più volte nei mesi precedenti gli agenti hanno ascoltato Delfino dirle “Ti ammazzo di botte - Ti scanno con le mie mani”. Tutto trascritto, tutto trasmesso, anche i cd audio alla procura di Genova. Quel 20 aprile del 2007 Delfino non demorde e richiama:
Delfino: “Tu i carabinieri non li devi neanche nominare”.
Antonella: “No..tu non ti preoccupare e vedi come ti arrivano li”
Delfino: “Ti difendi così tu?”
Antonella:“Ti sei appropriato di casa mia. Ti sei appropriato di me. Hai capito ? Nessuno ti vuole.
Delfino: “Ma cosa stai dicendo?”
Antonella: “Neanche la tua famiglia ti vuole,. Ma la chiamo io la tua famiglia. Non ti preoccupare. La chiamo io tua madre. Le lo dico io che la prima cosa che fai sono le mani addosso. Me le paghi. Me le paghi tutte finché campi, hai capito? ”
Ore 8.45 Luca Delfino chiama ancora con fare ossessivo:
Delfino: “Non mi chiudere il telefono in faccia. Hai capito?"
Antonella: “Tu sei un pazzo psicopatico, da rinchiudere in manicomio”.
Delfino: “Questo me lo dici di persona”.
Antonella: “Certo, così di persona mi metti le mani al collo, vero? Mi tiri per i capelli? Perché una persona per stare con lei sai cosa fai te? O gli metti le mani al collo o la pigli per i capelli o addirittura la obblighi a fare sesso perché così almeno la devi tenere con te. Tu obbligandole le persone le tieni con te. Schifoso”.
Pochi giorni dopo i dirigenti della squadra mobile di Genova in un rapporto segnalano alla procura del capoluogo ligure che indaga sul delitto di Luciana Biggi, uccisa una anno prima, le liti furiose tra Delfino e la nuova fidanzata. Ma non è la prima relazione. Già nel luglio 2006 avevano segnalato di un “sempre più delicato rapporto con la Multari segnato da scenate di gelosia e morbosità”.
Il 5 gennaio 2007: “Preoccupanti analogie con il comportamento instabile di Delfino nel periodo in cui era legato alla Biggi. Non è da escludersi che Antonella possa essere vittima di azioni delittuose.”
11 aprile 2007:“Non è escluso che l’indagato possa mettere in pericolo l’incolumità della convivente”.
La mamma di Antonella: “Le hanno ascoltate tutti ma nessuno ha fatto niente"
Dopo aver sentito le intercettazioni, la madre Rosa ha dichiarato: “Le hanno ascoltate tutti ma nessuno ha fatto niente. Perché hanno messo il telefono sottocontrollo? Per che cosa? Per spendere dei soldi? Perché non sono intervenuti? Questo assassino aveva il via libera per poter fare tutto quello che voleva e ha fatto quello che ha voluto. Chi l’ha permesso? Questi magistrati.. chiunque siano.. non è possibile che debbano lasciare una persona del genere. Li sentivano, li hanno sentiti prima di noi, prima di me, tutte queste telefonate, non è l’unica”.
E conclude: “Il nostro avvocato sta mettendo tutti i tasselli, appena è tutto pronto facciamo denunce perché qualcuno ha sbagliato, qualcuno ha lasciato andare la cosa, quindi faremo nomi e cognomi. Loro si giocano la carta dell’infermità mentale. Lui non è matto, matti sono quelli che lo hanno lasciato libero di fare quello che ha fatto”.
(fonte Tgcom)
Ora spieghiamo meglio cosa si intende per stalking. Cito dal blog di Rosa:
Il termine inglese "stalking" deriva dal verbo "to stalk" che significa letteralmente "inseguire furtivamente" ed indica quelle sequenze comportamentali che possono trasformarsi in forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy. Le molestie comprendono atti di sorveglianza, di controllo (appostamenti, pedinamenti, inseguimenti, il raccogliere informazioni sulla "vittima" e sui suoi movimenti), tentativi ripetuti di comunicazione attraverso telefonate, sms, e-mail, graffiti o murales e perfino l’invio di fiori o regali, ricerca di contatto diretto come visite a sorpresa, sotto casa o sul posto di lavoro, in un crescendo che giunge alle minacce di violenza, alla violazione di domicilio, alle aggressioni fisiche e sessuali, fino al tentato omicidio e all'omicidio vero e proprio.
Il "molestatore assillante" o "stalker" - in genere di sesso maschile (ma anche donne affettivamente dipendenti possono cedere alla tentazione di perseguitare il partner reale o presunto) - può essere uno sconosciuto incontrato per caso, magari per motivi di lavoro, un conoscente, un collega, un familiare o più frequentemente, un ex-partner. Nella maggior parte dei casi le vittime delle molestie assillanti sono donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni, mentre la fascia tra i 35 e i 45 anni subisce principalmente vessazioni dal partner (la violenza è la prima causa di morte per la popolazione femminile di età variabile tra i 15 e i 45 anni).
Su questo sito potete trovare altre informazioni utili riguardo l'argomento e cliccando QUI potete firmare la petizione scritta dalla mia amica Rosa, affinché in Italia venga emanata al più presto una legge contro questi atteggiamenti persecutori, che possono avere purtroppo esiti tragici, come nel caso qui citato.
È impensabile che si possa dire "tutti sapevano, nessuno ha fatto niente": a quel punto tutti diventano complici. Lo Stato non può diventare complice di un persecutore, ma deve rendersi conto anche di questo problema e proteggere chi ne è vittima. Non è possibile che un uomo del genere venga lasciato libero di nuocere perché a nessuno importa se una donna viene uccisa. La morte di Antonella pesa anche sulla coscienza di tutti coloro che sapevano e, invece di proteggerla, sono rimasti indifferenti.
Tutta la mia solidarietà alla famiglia della vittima.
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