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Non è mai finita quando si tratta di manifesti obbrobriosi. Poco tempo fa vi avevo mostrato come a Roma pensano di difendere le donne scrivendo a caratteri cubitali “Non desiderare la donna d’altri” e ora, purtroppo, mi tocca segnalare un’altra indecenza prodotta da menti deliranti. Da notare in primis come il manifesto sia stato realizzato da uomini (idioti) per altri uomini (altrettanto idioti): lo capiamo subito leggendo la frase “se fosse tua madre, tua moglie, tua figlia?”. Donne è inutile, noi apparteniamo agli uomini: pure se veniamo stuprate a perderci sono solo loro. Di noi, chi se ne frega. Chissà a cosa servono queste scritte all’80% delle donne che subiscono violenza, visto che avviene in famiglia. Possono solo pensare “Be grazie, tanto è mio marito che pensa a picchiarmi”, oppure “Tanto è mio padre che pensa a violentarmi”.

Nella vita ho imparato che ci sono tre tipi di persone. Quelle che capiscono subito, quelle che capiscono dopo che gli spieghi le cose e quelle che non capiscono mai. Chi ha prodotto questo schifo sta nella terza categoria; forse non riesce a capire o forse gli fa comodo non capire. Non sono bastati i dati ISTAT, non è bastato dire che ogni due giorni in famiglia muore una donna, non è bastato sottolineare che più è stretta la relazione tra carnefice e vittima, più è alta la possibilità che si consumi la violenza: sembra di parlare con dei muri.

La violenza sulle donne non è solo stupri, la violenza sulle donne è violenza fisica, violenza psicologica, violenza economica. La violenza sulle donne è anche la mercificazione dei nostri corpi, la violenza sulle donne sono gli insulti nascosti dietro a battutine sarcastiche, la violenza sulle donne è tutto il maschilismo. La violenza sulle donne è l’indifferenza delle istituzioni. Ma visto che qui ci siamo fissati con gli stupri, allora parliamo di questi. Ecco la realtà: i partner sono responsabili  della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica e sessuale. Il 69,7% degli stupri è infatti opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è ad opera di estranei (e qui rientrano quindi gli immigrati). Questi sono i dati ISTAT, non mi sto inventando niente.

Parliamoci chiaro, prima che insorgano polemiche inutili e stupide. Io non difendo gli immigrati criminali e non mi sognerei mai di farlo. Però è una presa in giro trasformare il problema della violenza sulle donne in un problema di immigrazione. Io non faccio differenza tra uno stupratore italiano e uno straniero: per me sono entrambi fecce dell’umanità. Non giustifico nessuno stupro da parte di immigrati dicendo che è commesso da persone povere che hanno bisogno d’aiuto: poveri o no sono dei criminali bastardi, che meritano di essere rispediti al loro paese. Ma non mi sognerei mai di far passare il messaggio sbagliatissimo che solo gli immigrati (non conosciuti dalla vittima) commettono questo genere di reati. Mi sembra che i dati sopra citati parlino chiaro.

Ci tengo anche a dedicare due righette a Forza Nuova, che si prodiga così tanto nella difesa delle donne. Hanno un rispetto innato per le donne che li porta ad insultarle se provano a contraddirli. Parlo per esperienza, perché non ho potuto azzardare la frase “in italia le donne non vengono tutelate in niente” che mi hanno riempita di insulti, non solo per me, ma anche sulla mia famiglia. Non scherziamo per favore, non prendiamoci in giro. Io sinceramente me ne frego degli insulti di un gruppo di fascistelli balordi e maleducati che sono talmente cocciuti da arrivare a negare l’evidenza. Appena gli poni la domanda: “Ma la legge contro la violenza domestica dov’è? E la legge contro lo stalking?”, non rispondono più. Ecco bravi state zitti che mi fate un favore.

I razzisti ignoranti non si smentiscono mai. I razzisti ignoranti sono quelli che se una donna viene stuprata da un romeno fanno saltare fuori un putiferio e poi stanno zitti se una ragazza di 14 anni viene massacrata da tre suoi amici italiani; stanno zitti se una donna viene uccisa dall’ex marito che continua a perseguitarla, stanno zitti se una ragazza indifesa subisce stupri di gruppo per dieci mesi, stanno zitti davanti a una donna incinta ammazzata dal marito. I razzisti ignoranti sono quelli che trattano le donne come puttane e sono contenti di vedere Mara Carfagna alle pari opportunità (perché almeno il governo è sexy) e poi fanno finta di difendere le donne organizzando pestaggi ai danni dei rom. I razzisti ignoranti sono quelli che pretendono che le donne dicano sempre sì agli uomini senza mai ribattere, altrimenti le insultano (o gli fanno di peggio). I razzisti ignoranti sono quelli che vedono una donna solo se è bella e sexy, altrimenti nemmeno la considerano: può morire quella, tanto non vale niente. Questi sono i razzisti ignoranti. I razzisti ignoranti sono feccia.

I razzisti ignoranti hanno prodotto questo schifo. Io non mi faccio zittire da un gruppo di razzisti ignoranti che fingono di interessarsi a un argomento così delicato e sofferto come la violenza sulle donne, per fare propaganda xenofoba. Non sanno niente di niente e parlano a vanvera, giusto per parlare, giusto per dare aria alla bocca. Leggete, informatevi, conoscete le vittime e i loro carnefici, conoscete la sofferenza, conoscete le lacrime, conoscete la paura, conoscete l'angoscia e dopo (solo dopo) parlate.

Messo in luce da wonderely alle 13:11 di sabato, 24 maggio 2008


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Categorie del post: italia, uomini, dati, antifascismo, leggi, razzismo, violenza domestica, stupro, violenza sessuale, la mia opinione, stereotipi, discriminazione sessuale, stalking, violenza di genere, manifesto antiviolenza

Mi vedo costretta ad interrompere il "sogno spagnolo" per ritornare nella cupa realtà italiana: il secondo post sulla Spagna lo troverete sempre qui la settimana prossima.

Ora per favore guardate tutti bene questa foto:

Cito qui una parte dell'articolo scritto da Flavia Amabile su La Stampa: All'improvviso negli ultimi giorni sono apparsi dei manifesti in numerose zone di Roma. Dicono: «Nono comandamento: Non desiderare la donna d'altri. No alla violenza sulle donne», come potete vedere nella foto qui sotto inviata da una ragazza che li ha fotografati al volo ieri pomeriggio. Sono il seguito di una campagna organizzata da un'associazione chiamata Trifoglio, nata all'epoca del Family Day, formata da persone della destra papalina, fieramente antiabortista. Molti del Trifoglio hanno iniziato la loro attività come giovani di Storace in An.  Sono molti vicini anche al movimento Con Cristo per la Vita che a Verona già dal 2001 al grido di “basta al peccato” organizzava incontri di preghiera settimanali davanti all’ospedale pubblico nei giorni in cui venivano realizzate le IVG, distribuendo volantini con immagini raccapriccianti e apostrofando le donne che si recavano nella struttura con l’epiteto di “assassine!”.

E adesso parlo io. Innanzitutto questo manifesto mi fa ribrezzo. "Non desiderare la donna d'altri", che vuol dire? Che la donna è un oggetto e appartiene a qualcuno? È proprio per questa stupida, incivile e schifosa credenza che le donne ancora oggi subiscono violenze, soprattutto in famiglia da mariti e compagni che si sentono in diritto di picchiarle, violentarle o ucciderle se gli va, perché le considerano di loro proprietà. Questa gente che appende manifesti del genere in giro per Roma non ci ha mai pensato? Io da donna mi sento offesa e presa in giro a vedere immagini e scritte che sembrano quasi incitare alla violenza domestica: tanto è commessa da chi possiede la donna, giusto? Finché in Italia ci sarà gentaccia del genere convinta di queste cose, la condizione delle donne non potrà mai cambiare. Pensano di difenderci in questo modo? Allora lasciate pure perdere, perché otterrete l'effetto contrario. Preferisco di gran lunga difendermi da sola, piuttosto che avere gente così che sostiene nel 2008 che le donne appartengano a qualcuno.

Per non parlare dell'aborto: ormai ne ho fin sopra i capelli. L'altra settimana mi è persino capitato di discutere con un intelligentone cattolico, antiomosessuali e razzista che è riuscito pure a dirmi che io ammazzo i bambini, perché sono favorevole. Venerdì scorso mi trovavo proprio a Roma e ho visto un manifesto simile con l'immagine di un feto e la scritta: "Quinto comandamento. Non uccidere. No all'aborto".Penso che certe persone non abbiano un minimo di intelligenza, oppure vedono la vita con i paraocchi. Ho parlato di prevenzione, di anticoncezionali, di educazione sessuale, di aiuti alle ragazze madri: ho parlato di tutto quello di cui si poteva parlare, perché pur essendo favorevole all'aborto, non credo che debba essere utilizzato come anticoncezionale, visto tutto quello che c'è a disposizione oggi per evitare le gravidanze indesiderate. Credo però che ogni donna debba essere libera di decidere, perché la maternità è una scelta libera e consapevole, non un obbligo. Addirittura mettersi a fare sceneggiate davanti a un ospedale PUBBLICO (non cattolico, perché l'Italia dovrebbe essere uno stato laico), mi sembra a dir poco osceno. Chi si permette di bollare una donna come assassina perché decide di abortire è un emerito ignorante che dovrebbe imparare a guardare di più se stesso, prima di sputare veleno sugli altri.

Tutto questo è la prova che il nostro è un paese incivile, maschilista e irrispettoso nei confronti delle donne e delle loro sofferenze. Certa gente medievale dovrebbe VERGOGNARSI! Facciamo vedere a tutti che cosa appendono in giro questi finti "difensori delle donne". Spero che qualcuno a Roma abbia la decenza di stracciare questo schifo che è un'altra (l'ennesima) offesa per tutte le donne.

Messo in luce da wonderely alle 14:46 di mercoledì, 07 maggio 2008


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Proprio settimana scorsa ho acquistato il settimanale “Chi” e per mia sfortuna ci ho trovato il Manifesto Antiviolenza, ideato dal famoso fotografo Oliviero Toscani, già fautore della polemica campagna contro l’anoressia.

Il Manifesto Antiviolenza è stato promosso dalla rivista Donna Moderna ed è il seguente:

Troviamo due bambini, un maschio di nome Mario, e una femmina di nome Anna. Sotto il primo si trova la scritta carnefice, sotto la seconda appare invece la parola vittima. Fin qui andrebbe tutto bene perché l’idea in sé è ottima, peccato che i bambini sono ritratti nudi. Sopra al corpo di Anna troviamo inoltre la scritta no alla violenza sulle donne.

Come ben saprete, io sono contro la violenza sulle donne, il mio è un blog di lotta per la parità e i diritti femminili, ma questo manifesto non lo posso proprio guardare. Mercificare il corpo delle donne è orribile, ma lo è ancora di più usare il corpo dei bambini; bisogna anche tenere conto che una donna che si fa fotografare nuda per dei manifesti pubblicitari lo fa di sua spontanea volontà, consapevole della sua decisione, ma un bambino cosa ne può sapere? Ritengo ignobile sfruttare il corpo dei bambini per un manifesto che di per sé vuole solo fare polemica. La difesa dei diritti delle donne passa in secondo piano. Quante menti malate ci sono che vedendo immagini del genere possono decidere di abusare di bambini? Forse il fotografo avrebbe dovuto pensarci, oppure semplicemente non gliene frega niente: l’importante è fare polemica, l’importante è guadagnare soldi, l’importante è avere la fama. Questo non c’entra nulla con il vero spirito che porta una persona a difendere le donne dagli abusi.

Un altro punto che mi ha lasciata alquanto perplessa sono le dichiarazioni di Toscani. Riporto qui pari pari ciò che ha risposto ad un’intervista: Vorrei che le madri ne fossero consapevoli: tocca soprattutto a loro crescere i figli. Per paradosso, la responsabilità della violenza sulle donne è delle donne che rinunciano ad educare. Dopo questa lezioncina di filosofia vorrei chiedere a Toscani se gli hanno mai spiegato come si fanno i bambini. Caro Oliviero, i bambini si fanno in due, il che vuole dire che non spetta solo alla madre educare i figli, ma buona parte dell’educazione deve riguardare anche il padre. Inoltre vorrei sottolineare che molti bambini diventano uomini violenti, perché prendono spunto da una figura maschile violenta, che può essere quella del padre o di qualsiasi altro uomo della famiglia. Se un marito picchia sua moglie e il figlio ne prende spunto, perché la colpa deve essere della donna? Forse prima di dire certe cavolate sarebbe meglio rifletterci su. Questo fa capire quanto a Toscani non interessi nulla del problema “violenza sulle donne”, perché nessuna persona realmente interessata può minimamente pensare di affibbiare la colpa della violenza alla donna.

Il mensile Donna Moderna si è realmente interessato al problema della violenza raccogliendo testimonianze di donne che ne sono state vittime e impegnandosi socialmente, ma l’idea del Manifesto è assolutamente da bocciare. Spero di non vederlo mai sui cartelloni pubblicitari.

Messo in luce da wonderely alle 13:28 di venerdì, 14 marzo 2008


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