Nonostante l'impegno di tantissime persone per eliminarla, la discriminazione sulle donne è ancora radicata in Italia ed è utile pubblicare alcune sentenze della Cassazione (ultimo grado di giudizio) assolutamente misogine e senza senso. Ci capita spesso di parlare di Islam e violenza sulle donne in paesi lontani da noi, ma pochissime volte guardiamo lo schifo (scusate il termine, ma è l'unico possibile) che abbiamo qui, in Italia: mi ero già occupata di questo, pubblicando i dati relativi al nostro paese, ma credo che queste sentenze possano servire ancora di più. Ringrazio la mia amica Mary per le segnalazioni. Sotto ogni sentenza troverete un mio commento: "buona" lettura!
Non è stupro se il rapporto è orale – Aprile 1994 – è «arduo ipotizzare» una violenza sessuale fra coniugi in caso di coito orale, in quanto «la donna avrebbe potuto in ogni caso reagire e sottrarsi al compimento dell’atto da lei non voluto»
Un commento perfetto ci sta sull'ultima frase "La donna avrebbe potuto in ogni caso reagire". È ovvio che una persona può reagire, tutte le donne che vengono stuprate lo fanno, ma può bastare? La maggior parte delle volte no. La paura può stroncare ogni tipo di resistenza: la paura di morire, la paura di essere picchiate, soprattutto perché più una donna si difende, più l'aggressore aumenta la sua forza per sfinirla. Sta alla legge punire gli atteggiamenti criminali e non deve mettersi dalla parte di chi li commette.
Non c’entra se è incinta – Ottobre 1999 – Violentare una donna al settimo mese di gravidanza non è un’aggravante. Al contrario, si possono applicare al violentatore le attenuanti generiche, purché si tratti di un caso di «minore gravità».
Secondo me è impossibile definire questa una sentenza; potremmo chiamarla obrobrio, vergogna, schifo, mancanza di rispetto, ma non sentenza. Lo stupro già di per sé non dovrebbe mai avere attenuanti, ma addirittura pensare di poterle applicare se la vittima è incinta dimostra una completa mancanza di solidarietà e di rispetto. Su certi atti immondi non si può transigere, dovrebbero essere puniti con estrema severità!
Non è stupro se lei indossa blue jeans – Nel 1998 una sentenza della Cassazione stabilì che non si poteva parlare di stupro se la vittima indossava blue jeans. Impossibile sfilare questi pantaloni senza la "fattiva collaborazione di chi li porta".
Mi risulta impossibile esprimere un giudizio sulla "persona" che ha emanato questa sentenza, perché non riuscirei a farlo senza cadere nella volgarità. Allora mi limito a dire che è possibile eccome togliere i jeans a una persona tenendola bloccata per terra, terrorizzandola e picchiandola: credo che anche un bambino delle elementari lo possa dedurre senza la minima difficoltà. Infine vorrei aggiungere questo: se una donna porta la minigonna il suo stupratore non verrà punito perché la vittima l'ha provocato, se una donna porta i jeans il suo stupratore non verrà punito perché è impossibile sfilarli senza la collaborazione della vittima: quando lo stupratore verrà punito? Chiediamolo all'intelligentissimo giudice che ha espresso questa sentenza!
Meno grave lo stupro se lei non è vergine – Febbraio 2006 – «Il danno è più lieve» se la ragazza ha già avuto rapporti sessuali».
Una persona che ha un quoziente intellettivo di poco superiore allo zero capisce che il danno dello stupro non dipende dalla verginità. Il trauma della violenza lo riassumo qui: la donna diventa un oggetto, la sua libertà viene negata (e questo è un fatto gravissimo) e perde completamente il suo equilibrio psicofisico. Forse è anche utile ricordare quali possono essere gli effetti di uno stupro sulla vittima: incapacità di concentrazione, disturbi del sonno, disturbi alimentari, autolesionismo (che può eventualmente portare al suicidio), attacchi di panico e stati d'ansia, perdita della fiducia in se stessa e negli altri. Direi che la verginità passa in secondo piano davanti al devasto psicologico che lascia lo stupro in una donna.
Stupro non sempre reato se lei aveva detto sì – Luglio 2006 – La Corte annulla la condanna di un ragazzo di Latina perché la ragazza all’inizio aveva acconsentito ad andare in macchina con lui. Il ragazzo avrebbe agito «nella certezza di avere un rapporto consentito», e quindi «poteva non aver percepito quel disagio che la ragazza aveva successivamente manifestato».
Da quando lo stupro può NON essere un reato? Se una donna accetta un passaggio in macchina, non c'è sottinteso il messaggio "puoi farmi quello che vuoi". Al contrario, la donna ripone la sua fiducia in una persona che in realtà vuole solo appropriarsi del suo corpo senza prendersi la briga di sapere se è consenziente. Non solo, questa stessa persona sarà poi assolta da un intelligente giudice, che non mostrerà alcuna solidarietà per la donna violentata, ma la considererà come al solito la colpevole. Non pensavo che fosse una colpa fidarsi di un uomo che invece di ragionare con il cervello ragiona con il suo organo genitale. Stupidamente ho pensato che bisognasse punirlo.
L'ultima vergogna è di circa un mese fa: riporto qui pari pari il testo che mi è arrivato per email:
Rinviato al 28 aprile il processo contro una lavoratrice dello slai cobas per il sindacato di classe che si doveva tenere oggi al Tribunale di Taranto. Un processo assurdo, ma che spiega bene il clima reazionario e maschilista esistente: si vuole processare una donna, Ida, che anni fa per difendere la figlia minorenne da un tentativo di violenza sessuale, prese giustamente a legnate l'uomo, tra l'altro anche con precedenti di "spaccio"; ora la magistratura invece di condannare il violentatore, accetta tranquillamente la querela/denuncia di questo porco e impianta un processo per condannare Ida! È questo lo Stato che dovrebbe difenderci contro la violenza sessuale!?
Interessante sapere che ora non ci si può neanche più difendere. Rimando a sopra: se la donna non riesce a difendersi è colpevole perché avrebbe dovuto farlo (come nel caso del coito orale), se la donna si difende picchiando l'uomo rischia la denuncia da parte di questo bastardo. Sono contenti solo se la donna viene stuprata e picchiata a morte (e forse puniscono lo stupratore/assassino), altrimenti fanno passare la donna per la colpevole/provocatrice. A questo proposito le parole di Franca Rame sono perfette: Ancora oggi, proprio per l'imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la "fortuna" di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie.
Mi rivolgo ai giudici della Corte di Cassazione e soprattutto alle donne che lì ci lavorano: non permettete mai più queste vergogne! Non possiamo dire di essere un paese civile se abbiamo nell'archivio sentenze shock come queste!