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Vi ricordate tutti la famosa lettera della Carfagna in cui parla di violenza domestica dicendo che la famiglia è un luogo sicuro e tutte le altre palle? Bene, a questa lettera sono stati lasciati molti commenti (io ne ho lasciati due esprimendo il mio più totale dissenso e chiedendole di dimettersi): alcuni però sono davvero esilaranti, quindi ci tengo molto a confutarli tutti, perché non è possibile giocare su un argomento così delicato come la violenza sulle donne. Prima di iniziare però ci tengo a fare una precisazione:
Questo post è dedicato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a chi dice e pensa ste stupidaggini, ai maschilisti di merda e a tutti gli uomini che si sono permessi nella loro vita di far del male a una donna.
Mi dispiace alzare i toni, ma in questi casi è INEVITABILE. Iniziamo:
Il Governo ha fatto bene ad eliminare i fondi per i "centri antiviolenza",per la quasi totalità dei casi queste organizzazioni pagate con i soldi della collettività sono esclusivamente una copertura per i ricatti sessuali e una fonte di guadagno per molte nullafacenti (nulla togliere agli stupri reali naturalmente ).
E' ORA DI FINIRLA CON QUESTA FARSA DEI "DIRITTI DELLE DONNE", le donne non sono al centro del mondo.
Sarebbe ora, quindi, che scendessero anche giù dal piedistallo in quanto in questa società ci vivono anche gli altri che spesso non sono neanche considerati.
Al di la di atteggiamenti lobbystici, quindi, non sarebbe il caso di considerare anche leggi che difendano per esempio i "DIRITTI DEI PADRI SEPARATI", o "IL DIRITTO DI DIFESA DELLA PERSONA UOMO O DONNA CHE SIA" punendo in modo esemplare non solo lo stupratore, ma anche le donne che usano la scorciatoia "del sesso" o intentano "finte molestie" per ricattare oppure farsi mantenere dal prossimo ????
ANDREA BIANCHI

Cominciamo dai centri antiviolenza perché in questo commento sono state fatte affermazioni che assomigliano più a delle calunnie. I centri antiviolenza aiutano DAVVERO le donne maltrattate (E NON SI TRATTA SOLO DI STUPRI!!!!). Questi centri le hanno sapute accogliere e dar loro una protezione, quando tutti gli altri gli hanno voltato le spalle. Le parole di questo “signore” sono una GRANDISSIMA OFFESA per tutte le persone che in quei centri ci lavorano ogni giorno. A tutti quelli che dicono o pensano queste cose vorrei proprio dire: Non buttate merda sul lavoro e l’impegno degli altri perché non avete niente di meglio da dire e perché siete dei frustrati maledetti.
Mi sembra sacrosanto che anche i padri separati debbano avere dei diritti, ma non capisco perché i diritti delle donne diventino una farsa: cosa c'entra una donna maltrattata con un padre che non può vedere i suoi figli? Anche la punizione per ogni reato è OVVIA: come ho sempre detto, qualsiasi violenza deve essere punita, non solo quella sulle donne. Le femministe lottano per i diritti delle donne, ma mica sono cieche per tutto il resto!
Lo sappiamo anche noi che ci sono delle donne che si inventano molestie e ricattano gli uomini: per fortuna le fette di salame sugli occhi non le abbiamo e infatti per queste stronze è più che logico chiedere una punizione adeguata! Ma non è giusto che per colpa di queste qui ci debbano andare di mezzo tutte le altre che soffrono veramente e che subiscono VERAMENTE stupri e violenze.
E poi chi si è messo sul piedistallo? Di certo non le femministe. Sul piedistallo ci stanno da sempre le persone che non meritano di starci, come per esempio la (dis)onorevole Carfagna. Vediamo come una donna che subisce violenza sta sul piedistallo: è già tanto se riesce a mandare in carcere il marito, figuriamoci se può permettersi di stare sul piedistallo. Vediamo come una donna violentata sta sul piedistallo, con tutta la sofferenza che si porta dentro! Ma andiamo avanti, il “bello” deve ancora venire…
BRAVA MINISTRA CARFAGNA,
SONO D'ACCORDO CON LEI NEL SOSTENERE CHE OCCORRE UNA POLITICA A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA, E SOPRATTUTTO A SOSTEGNO DEL RISPETTO E DELLA VALORIZZAZIONE RECIPROCA TRA MASCHI E FEMMINE.
NEGLI ULTIMI DECENNI, I RAPPORTI TRA I GENERI SONO PEGGIORATI CON LA COMPARSA DEL FEMMINISMO. LE FEMMINISTE CON IL LORO ATTEGGIAMENTO EGOCENTRICO E DENIGRATORIO HANNO ROVINATO LA NOSTRA CIVILTA A COMINCIARE DALLA FAMIGLIA E DAI RAPPORTI INTERPERSONALI IN QUANTO IL LORO ODIO VERSO IL GENERE MASCHILE SI MANIFESTA CON IL DIVORZIO E L'ABORTO. LE FEMMINISTE HANNO CREATO LEGGI APPOSTA X FAVORIRE LORO STESSE ED ARRICCHIRSI A SPESE DEL PROSSIMO. CREANDO PROFONDO DISAGIO A DONNE E UOMINI CHE CREDONO NELLA FAMIGLIA E NEL RISPETTO RECIPROCO.
DOPO DECENNI DI POLITICA DI SINISTRA DOBBIAMO LIBERARCI DI QUESTO CANCRO SOCIALE
ANDREA BIANCHI

Le femministe sono un cancro sociale? Se una donna chiede diritti e parità diventa un cancro sociale? Una donna che non vuole essere relegata al ruolo di madre e moglie, una donna che non vuole subire violenza in famiglia è un cancro sociale? Una donna che vuole il divorzio è un cancro sociale? Gli uomini il divorzio non lo chiedono mai? Ma che razza di cazzate sono queste?
Sapete quali persone sono un vero e proprio cancro sociale? Quelle come la Carfagna, che difendono la famiglia, sapendo bene che è il luogo in cui avvengono le peggiori violenze contro le donne. Sono le persone che davanti a una donna violentata hanno il coraggio di dire “se l’è cercata”. QUESTI SONO VERI E PROPRI CANCRI SOCIALI!
Le femministe vogliono arricchirsi a spese del prossimo? Ma questo da che pianeta viene? L’ha studiata un po’ di storia del femminismo oppure (come sempre) si basa su stupidi pregiudizi? Le femministe sono state le prime a pretendere di avere le stesse opportunità degli uomini, a pretendere di LAVORARE ed essere INDIPENDENTI! Il vero femminismo non vuole sottomettere gli uomini (perché sarebbe una violenza anche questa) e soprattutto non odia il genere maschile! Quante volte lo dobbiamo ripetere? Noi odiamo i maschilisti e lasciatemi dire che c’è una bella differenza tra uomo e maschilista (di merda). Se vogliamo parlare di quelle che si approfittano e vogliono arricchirsi, parliamone, ma non diciamo che sono femministe: quelle stanno proprio agli antipodi del femminismo!
E poi basta con sta storia dell’aborto: avete stancato! Una donna non va ad abortire perché si diverte. Una donna soffre tremendamente nel decidere di abortire. Ma chi vi credete di essere per sputare tutte queste sentenze, per parlare ancora prima di conoscere? Cosa ne potete sapere voi di quello che prova una donna che abortisce? Un bel niente! Quindi non permettetevi di dire cazzate colossali. Avete visto che fine ha fatto il vostro tanto amato Ferrara? Per fortuna in tanti si sono accorti che è solo un falso ipocrita. Il teatrino della difesa della vita non attacca! Sul palcoscenico tutti sorridenti per difendere la vita, dietro le quinte le donne muoiono per gli aborti clandestini. Avete stancato con tutta questa ipocrisia! Cito qui una frase bellissima delle femministe inglesi riguardo l’argomento: “Il 77% degli antiabortisti sono uomini, il 100% di loro non resterà mai incinta”. Detto questo, detto tutto. E ora l’ultima oscenità:
IL NOSTRO PAESE SI STA RIEMPIENDO DI PROSTITUTE,
IN QUESTI GIORNI A TARANTO I CARABINBIERI HANNO ARRESTATO MADRE E FIGLIA X AVER E TENTATO DI ESTORCERE DENARO AD UN UOMO CON LE MOLESTIE SESSUALI. QUANDO NON CI RIESCONO, MOLTE SI FANNO METTERE INCINTA DAL PRIMO CHIUNQUE E TI RICATTANO DIETRO I FIGLI, OPPURE UTILIZZANO IL DIVORZIO.
DI STORIE SIMILI NE ESISTONO UN INFINITA', E MALGRADO CIO' VOI SIETE ANCORA QUA' AD ALIMENTARE QUESTO CLIMA DI CACCIA ALLE STREGHE CONTRO I MASCHI E A PARLARE DI DONNE MALTRATTATE?????
LA REALTA' VOI LA IMPONETE AL PROSSIMO SOLO COME LA VOLETE VOI....
MA VERGOGNATEVI....
BIANCHI ANDREA
Bene, forse questo …(non mi esprimo) non lo sa che tantissime prostitute sono OBBLIGATE, SCHIAVIZZATE E COSTRETTE a prostituirsi??? Come sempre la colpa è delle prostitute (che addirittura sarebbero un pericolo per la moralità) e non dei clienti o degli sfruttatori: e no, loro sono uomini e hanno i loro bisogni! FATEMI IL FAVORE! E poi di nuovo, come sempre, si nega la violenza sulle donne dicendo che ce ne sono altre che commettono reati. LO SAPPIAMO BENISSIMO! Ma sono due cose nettamente diverse! Non si può negare la violenza sulle donne in questo modo. Per colpa di donne disoneste non ci possono andare di mezzo tutte le altre! E la stessa cosa vale per gli uomini: per colpa di maschilisti violenti non ci possono andare di mezzo tutti gli altri, che non si permetterebbero MAI E POI MAI di mettere le mani addosso a una donna. Non c’è nessuna caccia alle streghe contro i maschi: ma li vedete i fatti o no? Non ci inventiamo niente! Non stiamo distorcendo la realtà! Manipolano la realtà le persone che fanno credere che solo gli stranieri stuprano e gli italiani sono dei santi o le persone che dipingono la famiglia come un luogo sacro e sicuro, senza vedere che è proprio lì che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne! Così si distorce la realtà!

Io sono allibita: quest’uomo (e tutti quelli come lui!!!) dovrebbe VERGOGNARSI per le cazzate che ha osato scrivere. Io credo che queste parole siano di una GRAVITÀ estrema perché sono l’ennesima presa per il culo per le donne che subiscono violenza e anche per chi tutti i giorni le aiuta costantemente.
In Italia ogni giorno ci sono almeno 200 stupri VERI (non inventati per ricattare chissà chi), una donna su tre subisce violenza VERAMENTE e la maggior parte di queste violenze avvengono nel nucleo famigliare. Chi difende la famiglia si mette dalla parte della violenza, PUNTO E STOP. Le cose stanno così, la realtà è questa: che vi piaccia oppure no.
Ci sono donne che vengono prese a calci e pugni, stuprate in famiglia dai loro stessi parenti, basta picchiare o violentare per questi brutti bastardi. Tanto per sta gente di merda sopraffare una donna è semplice come bere un bicchier d’acqua. Siete solo dei vigliacchi: non siete capaci di sostenere un dialogo verbale e quindi vi mettete a picchiare perché solo così potete far valere le vostre schifosissime ragioni! Soltanto con le mani al collo o un pugno in faccia riuscite a parlare. Pensate di farvi valere e sottomettere una donna violentandola. SCHIFOSI PEZZI DI MERDA!
Se non siete capaci di riconoscere che una donna su tre subisce violenza perché non avete le palle per farlo, sono solo problemi vostri. C’è gente che è capace di vedere la realtà e lotta contro questi abusi, che sono considerati delle vere e proprie violazioni dei diritti umani (e non mi riferisco solo all’Italia ma a tutto il mondo)!

Non è normale picchiare una donna perché è tua moglie. Non è normale impedire a una donna di uscire e di vedere le amiche o i parenti perché è tua moglie. Non è normale minacciare di morte una donna perché è tua moglie. Non è normale violentare una donna perché porta la minigonna. Ok? Ficcatevi in testa che le donne NON sono proprietà degli uomini. Nessuna violenza perpetrata nei loro confronti è normale. Se un uomo si incazza e picchia sua moglie è un CRIMINALE (e notate bene che ci sono quelli che picchiano anche se non sono incazzati: picchiano perché gli piace farlo). Non è colpa della donna perché “chissà cosa gli ha detto” oppure “chissà cosa ha fatto”.
Basta con queste cazzate! Basta mancare di rispetto a chi soffre! Basta fare i maschilisti schifosi perché non avete niente di meglio da fare! Basta sputare veleno sui medici, gli psicologi e tutte quelle persone che aiutano le donne ogni giorno mettendoci tutta la solidarietà e la voglia possibili!
Noi donne non ci facciamo mettere i piedi in testa da quattro maschiacci violenti e presuntuosi che pensano di essere superiori soltanto perché sono nati con il pene.
Ne ho abbastanza di sta gente senza cervello che nega perfino l’evidenza piuttosto che ammettere la verità. Siete voi dei cancri sociali, non le persone che difendono i loro diritti e le loro libertà!
Ci sono donne che hanno pagato CON LA VITA il prezzo della libertà. Ammazzate per strada dagli ex mariti, ammazzate nelle loro stesse case davanti agli occhi impotenti e terrorizzati dei loro bambini, ammazzate perché volevano essere LIBERE dalla violenza. Picchiate, violentate, torturate e uccise perché donne e quindi ritenute inferiori.
A tutto c’è un limite. Qui il limite è stato di gran lunga superato.
LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA NON SI PRENDONO IN GIRO!
NON SI NEGA LA SOFFERENZA PERCHÉ VI FA COMODO!
IL CERVELLO CE L'AVETE! USATELO QUALCHE VOLTA!
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La violenza sulle donne, come già detto e sottolineato in precedenza, non è solo violenza fisica. Esistono altri tipi di violenze che non lasciano segni evidenti sul corpo, ma che sono lesivi della persona tanto quanto i maltrattamenti fisici. In questo post mi soffermo sulla violenza psicologica e sulla violenza economica (che viene spesso inserita nella violenza psicologica): le informazioni sono state reperite dal sito del Centro Antiviolenza Artemisia. I dati invece sono tratti dal documento ufficiale ISTAT 2006.
LA VIOLENZA PSICOLOGICA

La violenza psicologica accompagna sempre la violenza fisica e la prepara anche quando non degenera verso questo tipo di maltrattamento. Il messaggio che passa attraverso il maltrattamento psicologico è che chi ne è oggetto è una persona priva di valore. Ciò induce in qualche modo chi lo subisce ad accettare in seguito anche comportamenti violenti. Si tratta spesso di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e finiscono così con l’essere accolti dalla donna, al punto che spesso essa non riesce nemmeno a vedere quanto le siano dannosi e insidino la sua identità.
Allo stesso tempo il maltrattamento psicologico procura una grande sofferenza, e parte del dolore provato dipende dal non riuscire a dare un nome a questo stato di grave disagio: la donna continua a sentirsi confusa e sofferente, ma senza capirne il perché. Per questa ragione è sempre importante con le donne parlare e indurle a esplicitare quello che sta succedendo, perché possono non rendersi conto che quello che stanno subendo è un vero e proprio maltrattamento. Le tipologie e le modalità di maltrattamento sono molteplici, di seguito ne abbiamo identificate sei delle più comuni.
La violenza psicologica può portare alla morte tanto quanto la violenza fisica, perché distrugge l'autostima della persona che ne è vittima.
Le donne che hanno sperimentato comportamenti di violenza psicologica da parte del partner attuale sono spesso vittime di violenza fisica o sessuale. Fatte 100 le donne che hanno subito violenza fisica e sessuale dal partner, il 90,5% ha subito anche violenza psicologica. Nel 50,4% dei casi si verifica violenza fisica associata a quella psicolgica, nel 26,8% (ma soprattutto nel caso degli ex mariti) si verificano contemporaneamente i tre tipi di violenza.
Ora vediamo in che modo la violenza psicologica viene perpetrata:
Isolamento 46,7%
Controllo 40,7%
Violenza Economica 30,7%
Svalorizzazione 23,8%
Intimidazione 7,8%
LA VIOLENZA ECONOMICA
Per violenza economica si intende ogni forma di privazione o controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica di una persona. Vi sono inclusi comportamenti quali:
- privare delle informazioni relative al conto corrente e alla situazione patrimoniale e reddituale del partner
- non condividere le decisioni relative al bilancio familiare
- costringere la donna a spendere il proprio stipendio nelle spese domestiche
- non dare informazioni sullo stipendio
- non dare soldi o garanzie senza fornire le informazioni rispetto ai rischi e alle procedure di rivalsa,
- costringere a fare debiti
- tenerla in una situazione di privazione economica continua
- intestare tutti i beni a nome proprio o a nome dei propri familiari per impedire ogni accesso legale ai beni comuni.
- rifiutarsi di pagare un congruo assegno di mantenimento o costringere la donna a umilianti trattative per averlo
- licenziarsi per non pagare gli alimenti
- costringere a firmare contratti
Inoltre, molte donne vengono costrette a rinunciare al proprio lavoro per seguire la famiglia: in questo modo, non avendo uno stipendio, diventano del tutto dipendenti dal loro compagno, ed è quindi molto più facile che si verifichi questo tipo di violenza. Cliccando QUI potete leggere la testimonianza di una donna che ne è stata vittima.
Entrambi i tipi di violenza non sono ancora oggi riconosciuti come reati e quindi restano impuniti, soprattutto perché è più difficile individuare la violenza. Molte donne vittime di violenza psicologica, per esempio, non si rendono nemmeno conto di esserlo.
Un consiglio però si può comunque dare: se il vostro compagno/marito vi fa sentire male, vi svalorizza, vi impedisce di vedere vostri amici e/o parenti (o tutto quello che viene elencato nel post), non pensate che sia giusto, non pensate che "è normale". Nessuno ha il diritto di dirvi quello che dovete o non dovete fare. Voi siete padrone della vostra vita, nessun altro vi può comandare o farvi sentire delle nullità. Nei centri antiviolenza il personale specializzato può aiutarvi anche in questo senso. Come ho sempre detto: l'aiuto è a portata di mano, non abbiate timore.
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Sabato 7 Giugno ho ricevuto per email da Voce Donna il comunicato stampa della Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne riguardo il taglio dei fondi per i suddetti centri. Non ho potuto pubblicarlo prima, perché mi sono assentata per qualche giorno.
Chiedo a tutti di attivarsi e dare massima diffusione di questo comunicato. Grazie.
COMUNICATO STAMPA
La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.
La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.
Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.
Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza. I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro. La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli. Pur condividendo con il Ministro il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.. Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.
Rileviamo che ieri sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.
La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.
Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.
voceDonna
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Picchiare, stuprare e uccidere una donna è un gesto orribile, disumano e ingiustificabile, ma chi riesce ad essere così violento persino con una donna incinta non meriterebbe nemmeno di vivere. Eccoli gli "uomini per bene" della nostra società: quelli evoluti, quelli superiori. Quelli che pensano di essere padroni della vita delle donne e dei loro bambini perché loro sono "uomini" e devono fare gli uomini, devono comandare. Queste sono idee maschiliste che devono essere sradicate una volta per tutte, strappate come erbacce, dalla testa della gente. Gli uomini, quelli veri, sono tutt'altro.
In questo post voglio ricordare tre donne incinte che hanno trovato la morte insieme ai loro bambini mai nati, per mano di qualcuno che non conosce nemmeno lontanamente il significato della parola “padre”.

Inizio dalla più lontana nel tempo: Jennifer Zacconi, la ragazza ventenne di Olmo Martellago (Venezia), uccisa al nono mese di gravidanza nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2006. L’assassino, il padre del bambino, è Lucio Niero, un trentenne già padre di famiglia, che aveva abbandonato la ragazza appena saputo della gravidanza. Jennifer ha deciso di tenere comunque il bambino, ma l’uomo ha preferito ucciderla per paura che la sua famiglia potesse venirne a conoscenza. Ha attirato la ragazza fuori di casa con la scusa di parlare del futuro del bambino, in realtà l'ha picchiata, con calci all'addome e al pube, strangolata e sepolta ancora viva in una fossa poco profonda. Jennifer è morta soffocata dal fango e il bambino è deceduto poco dopo per mancanza di ossigeno. È stato proprio Lucio Niero, messo sotto torchio dai Carabinieri, a confessare l’omicidio e ad indicare il luogo dove Jennifer era stata sepolta. Il corpo è stato quindi ritrovato il 7 maggio 2006, tra le lacrime dei famigliari della giovane, che aveva già preparato la cameretta e i giochi per il bambino che sarebbe nato di lì a poco. Martedì 8 aprile 2008, l’omicida è stato condannato a 30 anni di carcere, nonostante l’Accusa avesse proposto l’ergastolo per duplice omicidio. Niero è stato quindi condotto nel carcere di Montorio Veronese, ma successivamente trasferito, in seguito alle pesanti minacce ed intimidazioni ricevute dagli altri detenuti. (Nella foto Jennifer e il suo bambino. La foto del piccolo è stata scattata dalla madre della ragazza per avvalorare la tesi del duplice omicidio).
Un’altra donna incinta, un’altra vittima innocente: Barbara Cicioni (in foto), una donna di 33 anni all’ottavo mese di gravidanza, già madre di due bambini di 4 e 8 anni, sposata con Roberto Spaccino, un uomo violento che per anni ha maltrattato sia lei che i due figli. Il tragico epilogo della vicenda avviene il 25 maggio 2007, nella villetta dei coniugi a Marsciano (Perugia). La donna è morta per insufficienza cardio-respiratoria, dovuta a numerosi eventi traumatici: dall’autopsia è inoltre emerso che la vittima è stata colpita con calci e pugni e infine soffocata con un cuscino. Il marito ha ammesso di aver colpito la donna ed essere poi uscito di casa, quando questa era ancora viva. Secondo Spaccino dei ladri si sono poi infiltrati nell'abitazione colpendo la donna a morte. Per ora il presunto assassino resta in carcere in isolamento: la prima udienza del processo è fissata per il 19 giugno. L'uomo è inoltre stato imputato per simulazione di reato, in quanto il furto nell'abitazione sembra essere stato inscenato a dovere. I Giuristi Democratici si sono inoltre costituiti parte civile in un documento che potete leggere tutti QUI (ringrazio tantissimo l’avvocatessa Barbara Spinelli per avermelo segnalato).

Infine, l’ultima vittima, morta ancora prima di diventare donna, morta a 14 anni per l’egoismo malato e contorto di tre ragazzi poco più grandi di lei: Lorena Cultraro di Niscemi (Caltanissetta). La ragazza (in foto) aveva confessato ai tre minorenni (Alessandro A. 17 anni, Domenico D.M. 17 anni appena compiuti e Giuseppe G. 16 anni) di essere incinta di uno di loro e questi non hanno esitato: è subito scattato un piano per ucciderla, messo a punto tramite degli sms. Il 30 aprile scorso, Lorena è stata condotta in un casolare dai suoi aguzzini che l’hanno prima violentata, poi picchiata e infine strangolata con un cavo della televisione. Il suo corpo è stato poi legato ad un pesante masso e gettato in un pozzo, in modo da non essere più ritrovato. Il cadavere è però stato ripescato dall’acqua il 12 maggio. Le condizioni del corpo hanno permesso di stabilire che la ragazza è stata picchiata con ferocia e poi soffocata, ma non è stato possibile capire subito se fosse incinta: la gravidanza è stata accertata il 2 giugno al termine degli esami istologici. I tre assassini in quanto minorenni sono tuttora in carcere, ma rischiano solo una pena che può andare dai 15 ai 20 anni di reclusione.
Mi mancano la forza e le parole per commentare. Ho solo uno strettissimo nodo alla gola, un macigno sullo stomaco e un'incapacità di fondo a comprendere determinati gesti. È una sofferenza inaudita farsi portavoce di simili atrocità. È un'aberrazione dover riconoscere che la violenza è la seconda causa di morte in gravidanza, subito dopo le emorragie.
Sono amareggiata nel rendermi conto che gli avvocati si aggrappano sempre all'infermità mentale per i loro assistiti (non so con quale coraggio possano difendere chi si macchia di reati del genere), oppure arrivano a giustificare omicidi efferati e maltrattamenti in famiglia, o addirittura sono pronti a negare l'evidenza. Chi difende questi assassini di donne e bambini, chi nasconde la verità, chi scredita le vittime dovrebbe vergognarsi. Per queste donne chiediamo e pretendiamo GIUSTIZIA. Io mi auguro con tutto il cuore che questi infami possano patire le pene dell'inferno.

Questo post è dedicato a tutte le donne incinte che ogni giorno nel mondo vengono massacrate insieme ai loro bambini. Per non dimenticarle mai, per non archiviare la violenza aspettando impotenti la prossima: bisogna essere uniti per combatterla. Mai più donne uccise barbaramente, mai più bambini che non vengono al mondo per la violenza inarrestabile di bestie assetate di sangue innocente.
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Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattate, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questi anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Che fare? Vittoria Franco ha già presentato un'interrogazione al governo.
(fonte Repubblica)
Per le donne vittime di violenza continua un periodo nero: quello dell’indifferenza totale anche da parte dello Stato che ha preferito tagliare i fondi ai centri antiviolenza, perché in campagna elettorale bisogna fare promesse demagogiche per appiopparsi i voti. È pi&ugrav